Enter your email address below and subscribe to our newsletter

Lavoro in nero: chiusi dai carabinieri del Nil un autolavaggio a Siena, una parrucchiera a Poggibonsi, un cantiere a Trequanda

Condividi su

Sei denunciati a piede libero,  tre attività sospese, sanzioni per oltre 40mila euro è il bilancio complessivo dell’attività di controllo che nelle ultime settimane i carabinieri del Nil (Nucleo Ispettorato del Lavoro), con la collaborazione dei reparti territoriali del Comando Provinciale di Siena e dei Nuclei Carabinieri Forestali, hanno condotto su tutto il territorio provinciale. L’obiettivo dell’operazione è stato il contrasto al lavoro sommerso e la verifica del rispetto delle normative sulla salute e sicurezza nei luoghi di lavoro. 

Le ispezioni hanno interessato in modo trasversale diversi settori economici: ristorazione, agricoltura, servizi di autolavaggio, edilizia e cura della persona, facendo emergere un quadro di diffuse irregolarità.

La violazione più grave e ricorrente ha riguardato l’impiego di manodopera irregolare. In tre distinti accessi ispettivi, i militari hanno riscontrato la presenza del 33% di lavoratori impiegati “in nero” (1 su 3 presenti), percentuale ampiamente superiore alla soglia di legge (10%) che fa scattare l’immediata sospensione dell’attività imprenditoriale. Gli esercenti potranno riaprire quando si saranno messi in regola.

A Trequanda, presso un cantiere edile è stata sospesa l’attività di una ditta per impiego di personale in nero e per gravissime violazioni sulla sicurezza, tra cui l’assenza del Piano Operativo di Sicurezza (P.O.S.), l’omessa formazione e sorveglianza sanitaria, e la mancanza della “patente a crediti” obbligatoria per operare nei cantieri da ottobre 2024. A Siena, presso un autolavaggio è stato adottato il provvedimento di sospensione per impiego di un lavoratore in nero e contestata l’omessa formazione in materia di sicurezza ai dipendenti. A Poggibonsi, presso una parruccheria è stata sospesa l’attività per lavoro nero, unitamente all’omessa sorveglianza sanitaria e alla mancata formazione del personale.

 

Oltre al lavoro sommerso, l’attenzione dei militari si è concentrata sulle misure di prevenzione basilari. A Siena (presso un ristorante e un centro estetico) e a Montalcino (presso un’azienda agricola), i titolari sono stati denunciati per aver installato impianti di videosorveglianza senza le necessarie autorizzazioni dell’Ispettorato del Lavoro, in violazione dello Statuto dei Lavoratori. Sempre nel ristorante di Siena e nell’azienda agricola di Montalcino, è stata accertata e sanzionata la mancata revisione degli estintori, una grave mancanza che mette a rischio la sicurezza di lavoratori e avventori in caso di incendio.