Enter your email address below and subscribe to our newsletter

Liberazione, Folchi: “25 aprile: c’è ancora chi lo considera divisivo”

Condividi su

“Il 25 aprile non è la fine della guerra, ma l’inizio della libertà”, lo dice la presidente provinciale ANPI, Silvia Folchi.

“Lo spirito del 25 aprile per noi è sempre lo stesso da tanti anni”, spiega, ricordando come il 2026 segni un anniversario simbolico: “È l’80esimo del voto alle donne, dell’80esimo del referendum istituzionale e anche dell’istituzione stessa del 25 aprile, che fu fissata nel 1946 dal governo provvisorio”.

Una data tutt’altro che casuale: “Il 25 aprile è il giorno dell’insurrezione generale, non il giorno della fine della guerra, che arriva qualche giorno dopo. È una scelta significativa, perché lega la fine del conflitto alla lotta partigiana”.

 

 

 

 

Da qui il richiamo al presente: “Dobbiamo continuare a ricordare questo significato, anche perché ci sono ancora oggi forze politiche che considerano il 25 aprile una festa divisiva, e non una festa di tutta la Repubblica”.

Per le celebrazioni provinciali in Piazza del Campo è prevista anche una novità: accanto agli interventi istituzionali del sindaco, della presidente della Provincia e del prefetto, e alle conclusioni dell’ANPI, prenderanno la parola quattro giovani donne. “Una scelta – spiega Folchi – che vuole sottolineare l’importanza del voto alle donne e, allo stesso tempo, guardare al futuro attraverso le nuove generazioni”.

MC