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“Una vita vale 615 euro?”: Montanari contro il Governo sui rimpatri dei migranti

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“Una vita vale 615 euro?”: dice il rettore dell’Università per Stranieri Tomaso Montanari collegando le recenti misure governative sui migranti al tema dell’uguaglianza sancito dalla Costituzione.

Il riferimento è alla norma che prevede, per alcuni richiedenti asilo, la possibilità di evitare il trattenimento nei centri attraverso il versamento di una garanzia economica di 600 euro. Una misura amministrativa che Montanari interpreta in chiave etica: “Il Parlamento ha stabilito che il prezzo di una vita umana di qualcuno da ricacciare nel proprio paese sono 615 euro”.

Da qui il ragionamento più ampio sul significato della Liberazione: “Il valore del 25 aprile è tutto nell’articolo 3 della Costituzione. Ci si ribellò all’idea che le vite non fossero tutte uguali”. E ancora: “L’articolo 3, che dice che non ci sono distinzioni, è il più forte progetto antifascista: l’eguaglianza”.

 

 

 

 

Nel suo intervento, il rettore ha poi allargato lo sguardo all’attualità internazionale: “Sulle rive del Mediterraneo c’è un genocidio a Gaza perché quelle vite non ci appaiono vite degne di lutto”. E ha richiamato un passaggio del Mercante di Venezia: “Viene in mente Shylock: “Ma gli ebrei non sono umani?”. Ecco, i migranti cosa sono?”.

La conclusione è un appello: “C’è bisogno di Costituzione, di Resistenza, di liberazione, mai come oggi. E credo che l’università debba fare la propria parte fino in fondo”.

MC