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Libri trovati sulla Senna e vite intrecciate: arriva “Storie”, l’opera di Andrea Frullanti

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Un giornalista italiano che sfoglia libri usati lungo la Senna, storie che si intrecciano tra cronaca e immaginazione e il tentativo di raccontare quello che spesso sfugge ai tempi stretti dell’informazione quotidiana.

Nasce così “Storie. Viaggi di trame incrociate”, opera del giornalista senese Andrea Frullanti, pubblicato da Extempora Edizioni.

Il volume raccoglie una serie di racconti legati da una macrotrama che ha come protagonista Giacomo, giornalista italiano a Parigi che si imbatte in alcuni libri misteriosi capaci di aprire percorsi narrativi diversi, tra memoria, vicende personali e riflessioni sulla realtà contemporanea.

“Nel libro troviamo una serie di storie inventate da me sulla base delle mie esperienze – racconta Frullanti –. Ci sono spunti autobiografici, cose che mi sono capitate, vicende che ho raccontato e che fanno parte del mio bagaglio di esperienza, che ho voluto ritraslare in una chiave di lettura nuova”.

L’idea del libro nasce durante il periodo della pandemia. “Molti racconti sono nati da lì in poi, quando c’era più tempo libero e modo di approfondire alcune storie o immaginarle diversamente. È stato anche uno strumento di evasione e un modo diverso di comunicare rispetto al mio lavoro quotidiano”.

Nel volume emerge infatti anche l’esperienza professionale dell’autore, oggi impegnato tra giornalismo e comunicazione istituzionale. “In un comunicato stampa, in un articolo o in un servizio radiovisivo il tempo e lo spazio sono limitati e non si riesce quasi mai ad andare fino in fondo alle vicende che si raccontano. Questo libro nasce anche da questa esigenza”.

Frullanti cita apertamente le sue fonti di ispirazione letteraria: “C’è sicuramente un richiamo a Italo Calvino, soprattutto nella struttura fatta di storie concatenate e nella macrotrama del giornalista che trova libri e vicende. Senza alcuna pretesa di paragone, naturalmente. E poi il modello del non-fiction novel di Truman Capote”.

Nel libro trovano spazio anche i ringraziamenti alla casa editrice e a chi ha accompagnato il progetto. La prefazione è firmata dal professore Andrea Sguerri, mentre la postfazione è del giornalista Christian Lamorte.

“Il messaggio di fondo è che viviamo una realtà talmente complessa, fatta di trame che si intrecciano continuamente, che avere una visione totale delle cose è quasi impossibile”, spiega ancora l’autore.

Infine il lato più personale: “Sono contento di aver fatto questa esperienza a 40 anni. Devo ringraziare mia moglie e la mia famiglia per avermi permesso di buttarmi in questa avventura. E il libro lo dedico alle mie figlie, Pietra e Chiara. Vorrei che un giorno capissero che non c’è un’età giusta per mettersi in gioco e sperimentare qualcosa di nuovo”.

Marco Crimi