Enter your email address below and subscribe to our newsletter

Logimer-Acqua&Sapone, rinviato il tavolo. La rabbia delle sigle: “Vogliamo sapere se contano più le persone o il profitto”

Condividi su

Slitta il tavolo di salvaguardia sulla vertenza Logimer-Cesar per il sito amiatino di Acqua&Sapone e i sindacati esplodono: “Vogliamo sapere se contano più le persone o il profitto”. È durissima la presa di posizione di Filcams Cgil Siena, Fisascat Cisl Siena e Uiltucs Toscana area Siena dopo il rinvio dell’incontro convocato dalla Regione Toscana dal 26 maggio all’8 giugno.

Secondo quanto riferito dalle organizzazioni sindacali, il rinvio sarebbe legato alla scelta dell’azienda di non partecipare in presenza, dichiarandosi disponibile soltanto in videocollegamento.

Una decisione che i sindacati definiscono “grave, inaccettabile e profondamente irrispettosa” nei confronti dei 56 lavoratori del sito ex Logimer, oggi incorporato da Cesar per il marchio Acqua & Sapone.

“La crisi ha ormai assunto rilievo regionale e nazionale – scrivono i sindacati – arrivando fino al Parlamento. Eppure, mentre istituzioni e territorio dimostrano attenzione e responsabilità, l’azienda continua a sottrarsi al confronto diretto”.

Nel comunicato le sigle sindacali chiedono risposte immediate su una serie di questioni considerate non più rinviabili: dal ritorno dei roll-box necessari alle spedizioni al ripristino dei livelli di magazzino, fino alla proroga del contratto di affitto dei locali in scadenza a fine mese.

Al centro della protesta anche la situazione del personale impiegatizio, che secondo i sindacati sarebbe presente sul posto di lavoro “ma privo di mansioni dignitose e gratificanti”.

Filcams, Fisascat e Uiltucs ribadiscono che il primo obiettivo resta “la dignità delle lavoratrici e dei lavoratori” e chiedono all’azienda di dimostrare concretamente la volontà di sostenere un percorso di reindustrializzazione del sito mantenendo vivo e operativo lo stabilimento.

“La mobilitazione andrà avanti senza arretramenti – concludono i sindacati – perché questa non è soltanto una vertenza sindacale, ma una battaglia che riguarda 56 posti di lavoro e il futuro di un intero territorio”.