Lovaglio blinda il Monte: “La sua forza è l’integrità. Ha un’anima e le anime non si separano”
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Il Monte deve restare integro. È questa la parola che Luigi Lovaglio scandisce più volte nel giorno in cui Siena gli consegna il Premio Mangia. Un messaggio che guarda direttamente al futuro di Mps e che arriva mentre intorno a Rocca Salimbeni resta aperta la partita bancaria che coinvolge anche Intesa Sanpaolo.
Alla domanda sull’offerta di Intesa e sul rapporto tra Mps e Siena, Lovaglio risponde indicando una priorità: “Noi dobbiamo essere veramente focalizzati sulla cosa più importante. La cosa più importante è che l’integrità del Monte è la sua forza, una forza enorme che gli ha consentito di essere un protagonista del sistema bancario italiano. Quindi noi dobbiamo puntare a quello”.
Il concetto viene rafforzato attraverso una metafora. “Il valore del Monte, io l’ho detto apertamente, è un valore intrinseco altissimo e la sua forza deriva dall’integrità. Come ho fatto l’esempio di una centrale elettrica, se tu la separi in due non necessariamente le due parti danno lo stesso contributo in termini di luce”.
Poi la frase destinata a diventare la sintesi del suo pensiero: “Il Monte è una cosa particolare, ha un’anima. E le anime non si possono separare”.
Lovaglio commenta anche le parole della premier Giorgia Meloni sull’integrità della banca: “Vedo molto positivamente un messaggio di chi riconosce che il valore del Monte sta nella sua integrità e credo che questa sia la cosa più importante, di cui tutti quanti siamo consapevoli e per la quale dobbiamo lavorare”.
Ma quello del 15 agosto è anche un Lovaglio che parla del proprio rapporto personale con Siena. Il Mangia, spiega a margine, “è un premio innanzitutto inatteso, estremamente prestigioso. Chi vive Siena sa cosa significa e credo che aumenti notevolmente la mia responsabilità in quello che faccio e che farò”.
Concetti anticipati poco prima dal palco del Teatro dei Rinnovati. “Questo legame con Siena è stato un dono, un dono inatteso e sicuramente profondo”, ha detto nel suo intervento. “Siena è una città che ha un’identità unica, unica al mondo, che non si impara sui libri. Si impara stando qui, ascoltando e rispettando”.
E inevitabilmente torna il Monte: “In questi anni, con l’impegno di meravigliose persone, abbiamo fatto ciò che era giusto fare: difendere un patrimonio che non è una banca. È di più”.
Nel finale Lovaglio guarda alla vigilia del Palio e all’Assunta: “Vorrei affidare questo impegno a quella forza silenziosa che da secoli accompagna Siena nei passaggi più difficili”.
A margine gli viene chiesto se quelle parole possano essere interpretate come una sorta di preghiera per il futuro della banca. Lovaglio precisa: “No, ho detto semplicemente che, come tutte le cose, se vuoi avere qualcuno che ti aiuti, devi meritartelo. E la cosa più importante per meritarselo è lavorare e credere in quello che fai e avere dei valori”.
Quindi riprende l’immagine utilizzata da Annalisa Bruchi nella presentazione: “La Signora di Siena ti protegge fino al momento in cui tu fai le cose giuste. Quando non le fai più, anche lei si distrae”.
Il filo che tiene insieme l’intervento ufficiale e le parole pronunciate subito dopo è dunque lo stesso: il rapporto costruito con Siena e, soprattutto, il futuro del Monte. Per Lovaglio il punto da cui partire non cambia: “L’integrità del Monte è la sua forza”.