“Per una volta abbiamo davanti un problema che nasce da una buona notizia: migliaia di giovani medici vogliono scegliere la medicina generale. Sarebbe imperdonabile non riuscire a trasformare questa disponibilità in nuovi medici di famiglia per i cittadini”.
A dirlo è Niccolò Biancalani, segretario regionale di Fimmg Toscana, alla luce delle domande presentate per il Corso di formazione specifica in medicina generale 2026-2029: 5.965 candidature a livello nazionale per 2.651 posti disponibili. In Toscana i posti messi a concorso sono 200, mentre le richieste hanno raggiunto quota 357.
“Prima di discutere di nuove risorse regionali – spiega Biancalani – ciò che va evitato assolutamente è che, una volta concluso il concorso e definite le graduatorie, eventuali borse non assegnate o successivamente rimaste libere in una regione vadano perse, mentre in altre regioni restano medici idonei e disponibili a formarsi”.
“Per questo abbiamo chiesto all’assessora alla Sanità Monia Monni di farsi promotrice, insieme alle altre Regioni, di una proposta urgente al Governo: serve una norma che renda possibile recuperare e riallocare le borse che dovessero rimanere inutilizzate, consentendo una reale mobilità tra le graduatorie regionali – continua il segretario della Fimmg Toscana -. Non possiamo permetterci il paradosso di avere contemporaneamente posti di formazione disponibili in una parte d’Italia e giovani medici esclusi in un’altra”.
“È il momento di passare da un’autonomia egoistica a un’autonomia cooperativa. Le Regioni devono certamente utilizzare tutti gli strumenti che hanno a disposizione nei rispettivi territori, ma devono anche essere capaci di cooperare quando l’interesse è comune. La formazione dei medici di famiglia è esattamente uno di questi casi. Se una borsa finanziata non viene utilizzata in una Regione – sottolinea Biancalani – dobbiamo trovare il modo perché possa diventare un’opportunità per un medico disponibile a formarsi altrove”.
“Condivido pienamente la sollecitazione di Fimmg Toscana. Dopo anni in cui la medicina generale faticava ad attrarre giovani medici, oggi abbiamo davanti una generazione che sceglie consapevolmente questa strada. Sarebbe un errore non riuscire a valorizzarla fino in fondo. Il paradosso di borse di formazione non assegnate in una Regione mentre altrove ci sono giovani medici idonei e pronti a formarsi non è più accettabile, in un momento in cui la carenza di medici di famiglia si fa sentire in tutto il Paese. Come Regione Toscana – dice l’assessora Monni – siamo disponibili a farci parte attiva, insieme alle altre Regioni, per costruire una proposta condivisa da portare al Governo, che renda possibile la riallocazione delle borse eventualmente non utilizzate attraverso una reale mobilità interregionale delle graduatorie. È il tipo di cooperazione che serve tra le Regioni quando l’interesse in gioco, come in questo caso, è chiaramente nazionale”.
“Stanno arrivando dall’università nuove generazioni di medici e oggi vediamo finalmente una disponibilità importante verso la medicina generale – spiega il segretario della Fimmg Toscana -. È necessario quindi aumentare progressivamente il numero complessivo dei posti di formazione, programmando l’offerta sulla base del fabbisogno reale del Servizio sanitario nazionale e del ricambio generazionale che ci attende, e contemporaneamente riformare il percorso e rendere la professione realmente attrattiva”.
L’assessora Monni raccoglie anche questa sfida: ”Guardiamo con favore anche alla richiesta di Fimmg di una programmazione pluriennale dei posti di formazione, commisurata al fabbisogno reale del Servizio sanitario e al ricambio generazionale in atto, e condividiamo la necessità di lavorare parallelamente sull’attrattività della professione, affinché i giovani medici che oggi scelgono la medicina generale trovino le condizioni per restarci. Su questo – conclude Monni – la Toscana è pronta a fare la propria parte, anche in un ruolo di proposta a livello nazionale”.