Campostaggia, la battaglia per il punto nascita supera i confini senesi: anche Certaldo e Gambassi nel fronte dei sindaci

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La battaglia per il punto nascita di Campostaggia supera i confini della provincia di Siena. Anche Certaldo e Gambassi Terme si schierano a difesa del reparto, portando a dieci i Comuni mobilitati. I sindaci hanno scritto al presidente della Regione Eugenio Giani e all’assessora Monia Monni chiedendo un incontro urgente e il pieno coinvolgimento nei prossimi passaggi con il Ministero.

“Smantellare questa esperienza sarebbe un grandissimo errore politico e strategico”, scrivono i primi cittadini, che chiedono alla Regione di rappresentare “in modo chiaro ed esaustivo” la realtà di Campostaggia nella relazione di replica al Ministero.

Nel documento vengono richiamati il lavoro di riorganizzazione portato avanti negli ultimi 18 mesi, i dati del reparto e soprattutto un indice di attrattività che, secondo i sindaci, si attesta attorno al 68%. La richiesta è anche quella di conoscere tempi e contenuti della delibera di indirizzo che la giunta regionale intende assumere sul punto nascita e di garantire e comunicare la piena operatività del presidio.

Un passaggio riguarda anche l’eventuale accordo interaziendale tra Campostaggia e Le Scotte. Per i sindaci dovrà essere tutelata “l’integrità di Campostaggia quale punto nascita specializzato per il parto naturale” e delle professionalità che negli anni hanno caratterizzato il reparto.

I dieci primi cittadini contestano inoltre il parere del Comitato Percorso Nascita Nazionale: “Riteniamo irricevibile la sbrigativa relazione che lo accompagna”. Pur riconoscendo il peso dei numeri, sottolineano come Campostaggia abbia mostrato una capacità di tenuta significativa in una fase di calo demografico e una percentuale di cesarei tra le più basse della Toscana.

Al centro della difesa c’è anche la storia del reparto, indicato dai sindaci come una realtà pionieristica nell’ambito del parto naturale in ospedale e capace di attrarre donne anche da fuori territorio e da fuori regione. “Una realtà ed una tradizione non facilmente replicabili”, sottolineano.

A firmare la lettera sono i sindaci di Poggibonsi, Barberino Tavarnelle, Casole d’Elsa, Castellina in Chianti, Certaldo, Colle di Val d’Elsa, Gambassi Terme, Monteriggioni, Radicondoli e San Gimignano.

“Luoghi accoglienti, sicuri, professionalmente garantiti, in cui vivere quel momento limitando la medicalizzazione della gravidanza e del parto, sono un patrimonio di cui aver cura e da non disperdere”, concludono i sindaci, annunciando che la mobilitazione proseguirà.