Minimasgalano, la 51esima edizione ricorda Marco Frati e Francesco Pepi. “Così i loro nomi vivranno per sempre”

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Due giovani senesi che non ci sono più, ma il cui ricordo continuerà a vivere tra le bandiere e i tamburi delle Contrade. Sarà dedicato a Marco Frati e Francesco Pepi, prematuramente scomparsi, il premio della 51esima edizione del Minimasgalano, la manifestazione dei giovani alfieri e tamburini in programma sabato in Piazza del Campo. Un’opera dal forte valore simbolico, donata dalle famiglie dei due ragazzi e realizzata da Saverio Gori Savellini, che resterà per sempre nel museo della Contrada vincitrice.

A presentare l’iniziativa è stata la Contrada della Torre, organizzatrice della manifestazione attraverso il proprio Gruppo Piccoli. Un appuntamento che da oltre mezzo secolo rappresenta uno dei momenti più attesi dell’anno contradaiolo, soprattutto per i giovanissimi che si preparano per mesi a esibirsi davanti alla città.

Quest’anno, però, il Minimasgalano avrà un significato particolare. Il premio è stato offerto dalle famiglie, erano presenti i padri Claudio Frati e Franco Pepi, entrambe legate alla Contrada della Pantera, per ricordare i figli Marco e Francesco. Un gesto che unisce il dolore alla volontà di lasciare una testimonianza destinata a durare nel tempo.

“Quando arriverà il momento in cui anche noi non ci saremo più, ci sarà sempre qualcuno che ricorderà i nostri ragazzi”, ha spiegato Franco Pepi durante la presentazione. “Sapere che i nostri giovani saranno ricordati per sempre, da qualche parte, all’interno di una Contrada, è per noi una grande soddisfazione”.

L’opera è stata realizzata da Saverio Gori Savellini, anch’egli contradaiolo della Pantera, che da vent’anni si dedica alla lavorazione artistica dei metalli. Il premio poggia su una base circolare di travertino e raffigura al centro la caratteristica conchiglia di Piazza del Campo, con i suoi nove spicchi.

 

Attorno alla Piazza trovano posto le bandiere e i tamburi delle diciassette Contrade, mentre un arco sostiene due bandiere che richiamano l’esibizione degli alfieri. Le bandiere sono state lasciate senza simboli e saranno completate con i colori della Contrada che conquisterà il premio. Una targa ricorda Marco Frati e Francesco Pepi.

“Non sono un artista, sono un hobbista e ogni tanto riesco a realizzare qualcosa, magari anche di carino”, ha raccontato con modestia Gori Savellini, ricordando come la sua passione sia nata proprio all’interno della Pantera.

A sottolineare il valore della dedica è stato anche Massimo Bianchi, onorando priore della Torre, che ha ricordato il significato del Minimasgalano per generazioni di contradaioli.

“Se fra trenta o quarant’anni qualcuno si chiederà perché sia stata realizzata quest’opera, ci sarà sempre chi potrà raccontarne la storia e leggere i nomi di Marco e Francesco”, ha spiegato Bianchi. “Credo sia il modo migliore per mantenere viva la memoria di due giovani che fanno pienamente parte della nostra comunità”.

Il priore ha poi ripercorso la storia della manifestazione, nata in piazzetta San Giusto e successivamente trasferita in Piazza del Campo. Un appuntamento che ha mantenuto una caratteristica precisa: un solo vincitore e tutti gli altri partecipanti secondi a pari merito.

“Non è una graduatoria come quella del Masgalano”, ha ricordato Bianchi. “I ragazzi devono soprattutto divertirsi, stare insieme e rappresentare per la prima volta la propria Contrada davanti alle altre”.

Un messaggio condiviso anche da Franco Pepi, che ha voluto sottolineare il valore educativo della manifestazione. “La cosa più importante è tenere insieme i ragazzi, farli stare insieme e farli giocare, senza che abbiano come unico obiettivo la vittoria”.

Per Aldo Tani, presidente del Gruppo Piccoli della Torre, il Minimasgalano rappresenta inoltre un’occasione per ribadire il ruolo delle Contrade nella crescita delle nuove generazioni.

“Queste attività sono una gioia, sono pura gioia, perché permettono a generazioni di senesi di sentirsi parte di qualcosa”, ha affermato Tani, ricordando l’impegno quotidiano dei Gruppi Piccoli e dei volontari.

“La città sta cambiando, ed è sotto gli occhi di tutti. Il fatto che si possano organizzare tante iniziative e allargare la partecipazione anche a chi non è nato nel rione è una grande cosa. È un vanto e un motivo di orgoglio”.