Mps, gli avvocati alzano l’allarme: “Senza la banca a rischio il Tribunale”

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Dalla Rocca Salimbeni al Palazzo di Giustizia il passo, secondo gli avvocati senesi, potrebbe essere più breve di quanto si immagini. Nel dibattito sul futuro di Banca Monte dei Paschi di Siena entra anche l’Ordine degli Avvocati, che mette sul tavolo un allarme destinato ad allargare ulteriormente i confini della vicenda: un eventuale trasferimento della direzione e della sede della banca potrebbe, in prospettiva, arrivare a mettere in discussione perfino la sopravvivenza del Tribunale di Siena.

La presa di posizione è contenuta in una nota firmata dal presidente dell’Ordine, Antonio Giovanni Ciacci, e dal segretario Paolo Panzieri. Il punto di partenza è il rapporto storico tra la città e il suo istituto di credito. “Il Monte dei Paschi e la città Siena da secoli sono praticamente una cosa sola”, scrivono gli avvocati, sottolineando come tra le due realtà esista un legame profondo che, se spezzato, provocherebbe “un danno irreparabile per entrambi”.

L’Ordine richiama quindi la situazione attuale della banca, sottolineando che Mps, “proprio adesso che si è risollevata e produce nuovamente significativi utili”, rischierebbe di essere “addirittura smembrata, ridotta a spezzatino e sacrificata a logiche di mero, effimero profitto”. Uno scenario che, secondo gli avvocati, finirebbe per cancellare insieme all’identità secolare dell’istituto anche il valore recuperato negli ultimi anni.

 

 

Ma è sulle possibili ricadute per Siena che la nota introduce l’elemento più significativo. La città, si legge, perderebbe “un importante punto di riferimento non solo economico, ma anche culturale e sociale”, rimanendo “orfana di gran parte della sua storia”.

E le conseguenze, secondo l’Ordine, potrebbero arrivare fino al sistema giudiziario senese. “Addirittura il Foro senese in prospettiva potrebbe veder messa in discussione perfino la sopravvivenza del suo Tribunale”, si legge nel documento. Il motivo indicato dagli avvocati è il “presumibile e rilevante deficit di contenzioso” che deriverebbe dal trasferimento della direzione e della sede della banca e che potrebbe, alla fine, “non giustificare più la celebrazione dei processi nella nostra città”.

Si tratta dunque di un rischio prospettato dall’Ordine e non di un iter già avviato per la soppressione del Tribunale. Ma la nota spinge il ragionamento fino alle possibili conseguenze: con la scomparsa del Tribunale verrebbe meno anche la Procura della Repubblica e, secondo gli avvocati, Siena e la sua provincia perderebbero “il principale presidio di Giustizia” del territorio, con inevitabili effetti negativi anche sull’ordine pubblico e sulla sicurezza dei cittadini.

Da qui l’appello finale. Per l’Ordine degli Avvocati è necessario “mettere in atto tutto il possibile” per scongiurare questa eventualità. Gli avvocati senesi si dichiarano quindi “a completa disposizione del Sindaco e del Comune di Siena per supportare ogni utile iniziativa in proposito”.