Il risanamento di Monte dei Paschi non può diventare il punto di partenza per smembrare la banca. È il messaggio centrale delle Segreterie di coordinamento di Banca Mps, che dopo i risultati della semestrale prendono posizione sul futuro del gruppo e chiedono che ogni scelta strategica preservi rete commerciale, direzione generale, poli decentrati, marchio, occupazione e patrimonio professionale.
Per i sindacati, i conti appena approvati dal consiglio di amministrazione certificano il superamento della lunga fase di risanamento e restituiscono al Monte un ruolo di primo piano nel sistema bancario italiano ed europeo. Mps, si legge nella nota, non sarebbe più una banca impegnata a difendere la propria sopravvivenza, ma un soggetto nuovamente capace di partecipare ai processi di consolidamento del settore da una posizione di forza.
In questo quadro viene richiamata anche l’integrazione con Mediobanca. Secondo le organizzazioni sindacali dovrà valorizzare le caratteristiche delle realtà coinvolte, preservando marchi, competenze e persone e passando da un confronto preventivo con i rappresentanti dei lavoratori sulle conseguenze occupazionali, professionali e organizzative.
Il punto centrale riguarda però l’unità del Monte. La rete di filiali, il rapporto con la clientela, il radicamento nei territori e le competenze costruite nel tempo vengono descritti come elementi inseparabili. “Separarne le componenti – sostengono i sindacati – significherebbe disperdere un patrimonio costruito in secoli di storia e privare il Paese di uno dei suoi principali operatori bancari”.
La presa di posizione richiama anche quanto accaduto negli ultimi dieci anni. Il risanamento, ricordano le sigle, è passato attraverso riorganizzazioni, riduzioni degli organici e sacrifici dei dipendenti. Proprio per questo, con il ritorno della banca a redditività e solidità, viene chiesto che il contributo dei lavoratori trovi un riconoscimento anche economico e contrattuale, a partire dal premio aziendale.
I sindacati non chiudono quindi la porta alle operazioni industriali o alle aggregazioni. La condizione è che producano crescita e valore senza cancellare le identità delle banche coinvolte e salvaguardino occupazione, competenze e continuità aziendale.
Le Segreterie annunciano infine che seguiranno da vicino le prossime mosse e rivendicano un confronto preventivo sulle scelte strategiche, con un obiettivo dichiarato: tutelare l’integrità del gruppo Mps, il lavoro, il radicamento territoriale e il ruolo della banca nel sistema economico nazionale.
A rafforzare il fronte sindacale arriva anche una nota di First Cisl Mps, che parte proprio dai conti del semestre per ribadire che oggi il Monte può affrontare il futuro da una posizione diversa rispetto agli anni della crisi. “Dieci anni fa si parlava di sopravvivenza, oggi si parla di crescita”, sottolinea il sindacato, ricordando il ruolo avuto dai lavoratori nel percorso di risanamento.
First Cisl chiarisce di non essere contraria in linea di principio ad aggregazioni, fusioni o acquisizioni, ma pone una condizione precisa: devono rafforzare le realtà coinvolte. Il no scatta invece quando il valore viene cercato attraverso “tagliando filiali, disperdendo la rete commerciale, svuotando la Direzione generale, cancellando cinque secoli di storia”. In quel caso, sostiene il sindacato, “non è consolidamento; è smembramento travestito da sinergia”.
I punti fermi indicati sono l’unità del gruppo, la tutela di rete, Direzione generale, marchio e competenze, la difesa dell’occupazione e del radicamento territoriale. “Chi ha attraversato gli anni difficili del risanamento – conclude First Cisl Mps – ha diritto a raccogliere anche i frutti della ripresa, non a pagarne il conto due volte”.