Mps, Papa(BPer) detta i tempi: “La proposta di Unipol per le 635 filiali nel 2028”
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Il futuro di 635 filiali del Monte dei Paschi ha una prima data sul calendario: il 2028. A indicarla è l’amministratore delegato di Bper, Gianni Franco Papa, che durante la conference call sui risultati dei primi nove mesi del 2026 ha tracciato le tempistiche dell’operazione destinata a ridisegnare una parte della rete bancaria senese. E mentre a Siena si riunisce il consiglio di amministrazione del Monte, il manager chiarisce che per il momento non esiste ancora una trattativa con Unipol.
“È un po’ presto per affrontare questo argomento. Abbiamo visto che l’operazione di Intesa dovrebbe avere successo, crediamo che riceveremo la proposta di Unipol per l’acquisizione degli sportelli Mps, diciamo tra il primo e il secondo trimestre del 2028”.
È questa la previsione di Papa, che colloca dunque nella prima metà del 2028 un possibile passaggio decisivo dell’operazione. Una tempistica che dipenderà anche dall’esito dell’offerta di Intesa Sanpaolo e dalle necessarie autorizzazioni.
Ma prima ancora delle date, ci sono i contenuti dell’accordo da definire. “Al momento non ci siamo ancora seduti al tavolo. È troppo presto, anche perché il perimetro non è ancora definito, a parte il numero di sportelli: non sappiamo dove sono collocati, il numero di clienti e tutto il resto”.
Il numero delle filiali è dunque noto, 635, ma mancano informazioni fondamentali per capire quale sarà concretamente la parte del Monte destinata a entrare nell’orbita di Bper.
Una questione che riguarda direttamente anche Siena e il territorio, dove il futuro della banca continua a essere al centro del confronto istituzionale, economico e sindacale. Papa ha comunque indicato quando potrebbero cominciare le prime interlocuzioni.
“Penso che nei prossimi mesi cominceremo a discutere di questo, ma al momento non abbiamo discussioni con Unipol”. Il nodo dei costi: l’ipotesi dei 700 milioni
L’altro elemento emerso dalla conference call riguarda i costi dell’eventuale integrazione. Anche su questo fronte Papa invita alla prudenza, spiegando che senza conoscere esattamente le caratteristiche delle filiali da acquisire non è possibile formulare previsioni attendibili.
“È troppo presto” per definire sinergie e costi, ha precisato l’amministratore delegato, ricordando che le valutazioni economiche potranno essere effettuate soltanto quando sarà disponibile un quadro dettagliato dell’operazione.
Il manager ha però offerto agli analisti un termine di paragone. “Quando abbiamo integrato la Banca Popolare di Sondrio abbiamo iscritto a bilancio 400 milioni di costi di integrazione. Considerando le dimensioni di Mps rispetto a Sondrio potete fare i calcoli”.
Un’affermazione che permette di elaborare una prima stima, puramente indicativa. La Popolare di Sondrio contava circa 360 sportelli, mentre quelli del Monte destinati all’operazione sarebbero 635.
Applicando una proporzione matematica, i costi potrebbero avvicinarsi ai 700 milioni di euro. Non si tratta però di una previsione ufficiale di Bper, né di una cifra già inserita in un piano industriale.
Papa ha rivendicato l’esperienza maturata dalla banca nelle operazioni di integrazione. “Abbiamo una comprovata esperienza nell’integrare banche con una solida posizione di mercato e nell’ottenere sinergie significative. Il nostro impegno è questo”.
Per affrontare l’eventuale acquisizione, Bper intende inoltre mantenere un adeguato margine di capitale, così da essere preparata quando il progetto entrerà nella fase operativa. Il Monte attende i conti, dopo la bocciatura del piano Lovaglio
Le dichiarazioni di Papa arrivano in un momento particolarmente delicato per il Monte dei Paschi. Oggi, giovedì 5 novembre, è in programma la riunione del consiglio di amministrazione della banca senese. Domani, venerdì 6 novembre, saranno presentati i risultati dei primi nove mesi del 2026.
È il primo appuntamento con i conti dopo l’assemblea straordinaria del 29 ottobre, nella quale gli azionisti hanno respinto le operazioni proposte dall’amministratore delegato Luigi Lovaglio. Un voto che ha modificato gli equilibri della partita bancaria, rafforzando la prospettiva dell’offerta di Intesa Sanpaolo.
Proprio sull’esito di quell’operazione si fonda il progetto che coinvolge Unipol e Bper, con il possibile trasferimento di 635 filiali del Monte.