“L’amministrazione ha operato nel rispetto delle regole, della trasparenza e delle prerogative istituzionali”. Così il Sindaco di Siena, Nicoletta Fabio, ha risposto all’interrogazione presentata oggi, giovedì 30 aprile, durante la seduta del Consiglio comunale, dalla consigliera del gruppo Partito Democratico, Giulia Mazzarelli, in merito ai criteri adottati dall’amministrazione nelle nomine e designazioni di competenza del Comune di Siena relative agli incarichi istituzionali e alle società partecipate.
“L’elemento centrale – ha detto il Sindaco – è che non siamo di fronte a situazioni omogenee, ma a incarichi che hanno natura, funzioni e finalità completamente differenti e non vi è un unico ‘criterio di incompatibilità e opportunità politica’ valido indistintamente per tutte le categorie: il diritto, e anche le valutazioni di opportunità politica, distinguono ciascuna fattispecie proprio perché diverso è lo scopo istituzionale. Ufficio di staff del Sindaco, nomine nelle società partecipate e figure di garanzia previste da leggi o specifici regolamenti comunali rispondono a natura, funzioni e presupposti giuridici profondamente differenti, che giustificano anche la diversità dei criteri applicati”.
“L’ufficio di staff del Sindaco – ha detto Nicoletta Fabio – è, per definizione, una struttura fiduciaria. Chi lo guida svolge un ruolo di raccordo tra indirizzo politico e macchina amministrativa, senza alcuna autonomia e operatività gestionale. La qualificazione giuridica dell’ufficio di staff e del suo coordinatore ruota su due punti ai sensi dell’articolo 90 del Tuel: funzione di supporto all’organo politico, assenza di poteri gestionali come inserito nel 2014 dal comma 3 bis. È quindi del tutto fisiologico che si tratti di figure che operano in una dimensione anche politica e fiduciaria, perché sono chiamate a supportare l’azione del Sindaco. Confondere questo piano con quello della neutralità amministrativa significa non cogliere la natura stessa di questi incarichi per i quali infatti non risultano previste, né a livello normativo né regolamentare, incompatibilità analoghe a quelle richiamate nell’interrogazione”.
“Le nomine nelle società partecipate – ha spiegato il Sindaco di Siena – rappresentano un ulteriore ambito, ancora diverso. Qui valgono criteri di competenza, e rispetto delle norme di settore. Non esiste, né potrebbe esistere in via generale, un automatismo per cui l’impegno politico costituisca motivo di esclusione: sarebbe una visione non solo non prevista dall’ordinamento, ma anche restrittiva e non coerente con la realtà delle amministrazioni locali. Per le società partecipate, la catena di nomina è ibrida: l’ente locale tramite il Sindaco ‘nomina/designa rappresentanti’ secondo gli indirizzi del Consiglio comunale, ma l’atto societario tipico di nomina degli amministratori è dell’assemblea dei soci (in base al codice civile). L’assetto è inoltre governato dal Testo unico in materia di società a partecipazione pubblica”.
“Ancora diverso – ha aggiunto Nicoletta Fabio – è il caso delle figure di garanzia, per le quali, correttamente, i regolamenti comunali prevedono requisiti molto più stringenti. In questi casi, infatti, non è sufficiente essere imparziali: è necessario apparire tali agli occhi dei cittadini, che devono poter riconoscere in queste figure un punto di riferimento pienamente terzo e indipendente. È questa la ragione delle incompatibilità più rigorose. Per i ‘garanti’, in pratica la ratio è molto diversa rispetto allo staff: la funzione nasce per essere terza e apparire anche credibile come terza. Nel caso del Garante per la tutela dei diritti degli animali del Comune di Siena, la scelta avviene tramite elezione in Consiglio comunale, su avviso pubblico, con requisiti di integrità/competenza, e con un pacchetto di incompatibilità che include espressamente anche ruoli esecutivi nei partiti (oltre a cariche elettive e rapporti con enti/società coinvolti). Qui la logica non è la ‘fiducia da parte della politica’, ma la ‘fiducia della cittadinanza’ nella neutralità della funzione”.
“Più che una presunta incoerenza – ha concluso il Sindaco -, nell’analizzare queste ben distinte funzioni, ciò che emerge è una scelta consapevole e corretta di differenziare i criteri in base alla natura degli incarichi. Sul piano politico, respingiamo anche l’idea che vi sia una sovrapposizione impropria tra ruoli: l’amministrazione ha operato nel rispetto delle regole, della trasparenza e delle prerogative istituzionali”.
La consigliera Giulia Mazzarelli (Pd) ha replicato: “La sua risposta mi trova insoddisfatta. Credo che si delineino due modi di concepire sia il ruolo istituzionale che quello politico, ma anche due visioni diverse in merito all’opportunità o inopportunità: non si stava parlando di questione legate a ciò che prevede la legge, ma di inopportunità politica. Io vedo una totale inopportunità nel ricoprire contemporaneamente cariche che hanno un ruolo di guida di una comunità politica di un partito, che nelle loro funzioni hanno anche quella di orientare l’opinione pubblica, nella commistione fra questo ruolo e un ruolo istituzionale che dovrebbe, di norma, avere la massima neutralità e la massima imparzialità, proprio in quanto ruolo amministrativo e istituzionale. Nello specifico dei casi sollevati nell’interrogazione, per quanto riguarda le funzioni di Siena Casa, partecipata del Comune e società di capitale pubblico al 100 per cento, quello che mi domando è se sia positiva e funzionale una riconoscibilità politica così marcata; allo stesso modo, trovo inopportuno che il Capo Gabinetto, che ha la funzione di relazionarsi, di comunicare con tutta la cittadinanza e di essere rappresentante con tutta la città nelle relazioni e nel rapporto fra cittadini e Sindaca, abbia anche un ruolo apicale al vertice di un partito politico, in questo caso di maggioranza. La preoccupazione che vorrei far emergere è questa: è evidente che le cariche istituzionali e amministrative dovrebbero avere un profilo di massima imparzialità e neutralità; il rischio è che questo intreccio di nomine porti ad inficiare l’autonomia non solo delle funzioni amministrative e istituzionali, ma anche in termini più generali l’autonomia stessa della Sindaca, del suo ruolo di prima cittadina. E’ un rischio che vedo, che potrebbe emergere, e di cui in parte ci sono stati dei segnali. Io credo che sarebbe opportuno evitare queste commistioni e confusioni in questi ruoli, che hanno funzioni diverse e che a mio avviso dovrebbero restare nettamente separate”.