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Non ce l’abbiamo fatta a restare fermi.
La voglia di migliorarci era troppo grande.
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Pay Care, stato d’agitazione dei lavoratori, Cesarano: “Pronti allo sciopero per arrivare ad una svolta entro l’estate”
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“Oggi pomeriggio daremo il via allo stato d’agitazione con quindici ore di sciopero. Adesso diciamo basta alle manifestazioni!! Lo sciopero va fatto quotidianamente. Deve essere un sciopero ‘selvaggio’ per fare sì che si arrivi ad una svolta entro l’estate. I lavoratori devono sapere cosa accade da qui a dicembre”.
Sulla vertenza di Pay Care Giuseppe Cesarano, segretario della Fim Cisl di Siena, affila le armi per andare allo scontro con l’azienda, che ieri ha annunciato la sospensione degli incentivi aziendali per favorire l’esodo volontario dei lavoratori dalla sede di Monteriggioni.
Oggi è stato il giorno della manifestazione in Piazza Salimbeni dei cinquanta dipendenti del sito. Presenti insieme a loro anche i rappresentanti della Fim-Cisl senese ed alcune delegazioni di Fiom-Cgil e di Filcams-Cgil Siena.
Duro l’attacco del sindacalista nei confronti dell’azienda pure sulla trattativa che era stata avviata con Emiliano Montanari: “Ci si sono buttati a capofitto, meno male che non è andata avanti”, ha affermato.
Il segretario di Fim-Cisl Siena punta poi il dito anche contro Monte dei Paschi: “Sono deluso – ha accusato – . Qui c’è una Banca che ha deciso di portare il lavoro all’estero e si è scordata di 50 famiglie del suo territorio. Non è accettabile e la politica nazionale dovrà rifletterci”.
Alla mobilitazione odierna erano presenti le due candidate a sindaco, Anna Ferretti e Nicoletta Fabio. La prima ha promesso che, in caso di elezione, la prossima settimana convocherà un tavolo a palazzo pubblico con la provincia e con i comuni contermini per discutere della vertenza.
“Organizzerò la prossima settimana un tavolo in Comune, anche con imprenditori e sindacati per capire come ci si possa muovere a livello locale – ha detto -. Va capito come riqualificare il lavoro di queste persone e come dunque ricollocarli, nel caso l’azienda non desse risposte”.
Nicoletta Fabio invece si è mossa chiamando in causa direttamente Roma: “Sto cercando di pressare il Governo sul tema, avendo al momento questa possibilità . Il mio filo diretto con l’Esecutivo adesso può essere utile”.