Poggibonsi apre le porte del suo Archeodromo. Cenni: “Diamo vita al più grande museo open air dedicato al Medioevo”

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Apre le sue porte il nuovo Archeodromo di Poggibonsi, il più grande museo open air italiano dedicato all’alto Medio Evo. L’antico villaggio del IX-X secolo scavato dagli archeologi dell’Università di Siena sulla collina di Poggio Imperiale è stato completamente ricostruito in scala reale. Un museo archeologico all’aperto con abitazioni, strutture agricole e spazi artigianali che hanno preso forma dai risultati degli scavi, dal confronto con le fonti e dalla sperimentazione delle tecniche edilizie altomedievali. Qui sono gli stessi archeologi in abito storico che interpretano gli abitanti del villaggio e coinvolgono il pubblico nella vita di una comunità rurale “al tempo di Carlo Magno”. Nato dalla collaborazione tra Comune di Poggibonsi, Università degli Studi di Siena, professionisti e associazioni, l’Archeodromo è cresciuto dal 2014 come cantiere permanente di ricerca e divulgazione.  Il museo fa parte di Fondazione Musei Senesi e unisce archeologia, sperimentazione, living history e narrazione della storia attraverso attività che permettono di vivere in prima persona le consuetudini e i mestieri del passato: indossare abiti, mangiare e lavorare secondo le modalità di un tempo.

Sono stati oltre 25mila i visitatori annuali con circa 46mila studenti e studentesse da tutta Italia che hanno frequentato il museo in questi dieci anni. Il villaggio è cresciuto gradualmente grazie a investimenti pubblici e sinergie.  Con l’ultimo lotto di lavori, sostenuto interamente dall’Amministrazione comunale con un investimento di 375mila euro, è stato completamente ricostruito.

“L’Archeodromo di Poggibonsi è un esempio straordinario di come la cultura possa rendere viva e accessibile la storia, trasformando la ricerca archeologica in un’esperienza coinvolgente per tutti – commenta l’assessora regionale alla cultura Cristina Manetti -. Un progetto che unisce rigore scientifico, innovazione e partecipazione, capace di avvicinare soprattutto le giovani generazioni alla conoscenza del nostro passato. È anche un bellissimo esempio di cultura diffusa, che valorizza l’identità dei territori e crea nuove opportunità di crescita culturale e turistica. La Regione Toscana  è al fianco di iniziative come questa, che fanno del nostro patrimonio storico una risorsa viva e che, attraverso il progetto dedicato all’alto Medioevo e all’epoca di Carlo Magno, restituiscono al pubblico la complessità e la ricchezza di un periodo fondamentale della nostra storia”.

“La conclusione di un percorso e l’inizio di una nuova stagione – commenta la sindaca di Poggibonsi Susanna Cenni –. L’Archeodromo è un’eccellenza di grande rilievo nel panorama dell’archeologia sperimentale, della didattica e della valorizzazione del patrimonio storico e culturale. Un luogo pensato, costruito e animato assieme alle competenze dell’Università di Siena e grazie ad amministratori che nel tempo hanno creduto in questo percorso. Il completamento dei lavori è un traguardo importante per la nostra identità e per il nostro futuro. Poggibonsi è città che produce ma è anche città con una storia importante. Valorizzarla significa farne patrimonio condiviso e investire nella formazione, nel turismo, nella cultura e in nuove opportunità di sviluppo e di crescita”.

“Un progetto che ha fatto dell’incontro tra ricerca e partecipazione la propria ragion d’essere –  spiega Marco Valenti, direttore del Parco della Fortezza medicea di Poggio Imperiale – Un luogo in evoluzione, dove la ricerca universitaria diventa patrimonio condiviso e il passato torna accessibile mediante l’esperienza diretta e la condivisione delle scoperte. Un viaggio nel tempo guidato da archeologi e operatori formati che accompagnano il pubblico alla scoperta della vita quotidiana attraverso una vera e propria immersione della storia. Dietro ogni edificio ci sono persone, attività e relazioni da raccontare. Dietro ogni ricostruzione c’è un percorso di studio che parte dalle tracce conservate nel terreno e cerca di renderle comprensibili anche a chi si avvicina per la prima volta all’archeologia. Un ponte fra conoscenza, scuola e comunità”

“Un villaggio, mille storie” è il titolo delle giornate inaugurali del 24 e 25 ottobre, realizzate con il patrocinio e il sostegno di Regione Toscana, con il patrocinio di Provincia di Siena e Fondazione MPS, con il sostegno e la collaborazione di Sienambiente, Unicoop Firenze, Fisar Siena Valdelsa.

Il nuovo Archeodromo apre le sue porte sabato 24 ottobre con taglio del nastro alle 15. Il giorno successivo, villaggio aperto dalle 11 alle 17.

La due giorni sarà un vero e proprio tuffo nel passato con attività di living history. In entrambe le giornate saranno presenti ad accogliere i visitatori tutti gli abitanti del villaggio (gli archeologi) calati nei panni del fabbro, del tessitore, del coniatore di monete, del falegname, del cuoco, del tintore, di tutti gli antichi mestieri che rendevano possibile la vita di un villaggio fra il Medioevo ed il Rinascimento. Saranno inoltre presenti alcune delle migliori compagnie italiane specializzate nel reenactment. Sarà presente il gruppo di  reenactors La Fara (gruppo di ricostruzione e archeologia sperimentale) e i Winileod, gruppo di sperimentatori e ricostruttori di musica altomedievale.