Banchi e sedie lanciati per terra. Spazi e oggetti scolastici vandalizzati. Sulla scia degli eventi che hanno messo a ferro e fuoco Milano e la Francia, gli studenti dell’Istituto Marconi hanno iniziato questa mattina uno sciopero che si è trasformato in pochi minuti in un atto vandalico vero e proprio.
A manifestare anche gli studenti dell’Istituto Monna Agnese: “Quello che ci ha portato a manifestare questa mattina sono la poca sicurezza delle strutture scolastiche e le decisioni prese dall’Istituto senza chiedere le opinioni dei ragazzi”, viene fatto sapere.
Inoltre, sottolineano: “Vogliamo avere un ambiente scolastico adeguato, non classi con pavimenti bucati e finestre rotte da un anno e mezzo. Gli orari dei bus non coincidono con gli orari scolastici e molti professori delle materie di indirizzo non ci sono”.
Concludono: “La nostra protesta è pacifica, ci siamo stufati di ricevere solamente promesse. La scuola deve essere un ambiente piacevole per tutti, studenti e insegnanti”.
Anche il preside degli istituti Monna Agnese, Marconi e Caselli, si è espresso sulla situazione: “Gli studenti stanno protestando per le tre sedi che da anni continuano a essere utilizzate. Il problema è che nella sede centrale occorrerebbe un ulteriore scala di emergenza per poter ospitare in sicurezza tutti gli studenti del Monna Agnese”.
Continua: “Per quanto riguarda gli orari, abbiamo dovuto seguire delle direttive arrivate di recente, che ci hanno costretti a prolungare il tempo di permanenza a scuola. Non sempre, però, questi orari sono stati integrati dai mezzi pubblici, per questo l’unica soluzione al momento disponibile è quella di concedere ad alcuni ragazzi l’uscita anticipata. Aspettiamo che l’azienda faccia dei passi i avanti”.
Nel parlare della situazione Marconi, il dirigente scolastico ha dichiarato che sono stati registrati ingenti danni alla struttura scolastica, in particolare a laboratori, banchi e sedie. Conclude: “Per le attrezzature rovinate, occorrerà distogliere dei soldi da altre parti, chiaramente a svantaggio degli studenti”.
Giulia Neri