Qualivita e Banfi a confronto sul futuro della Dop economy a Montalcino

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Il futuro delle Indicazioni geografiche del vino, il ruolo delle filiere a denominazione nello sviluppo dei territori e le grandi trasformazioni che attendono il settore sono stati al centro della presentazione de “La filosofia della Dop economy”, il nuovo libro del Direttore della Fondazione Qualivita Mauro Rosati, edito da Treccani, ospitata venerdì 10 luglio a Montalcino nella prestigiosa cornice della Summer School Sanguis Jovis, il programma di alta formazione organizzato da Fondazione Banfi.

L’incontro si è tenuto presso la storica azienda Banfi, uno dei protagonisti del cosiddetto “Modello Montalcino” raccontato nel volume: l’impresa, infatti, ha avuto un ruolo determinante nell’affermazione internazionale del Brunello di Montalcino Dop, contribuendo all’apertura dei mercati internazionali, alla crescita di una moderna cultura del marketing del vino e alla valorizzazione del territorio attraverso ricerca, formazione e innovazione, facendo di Montalcino uno dei casi più emblematici della Dop economy italiana.

Insieme all’autore sono intervenuti alcuni tra i più autorevoli protagonisti del panorama vitivinicolo italiano: Rodolfo Maralli, Presidente dell’azienda Banfi e della Fondazione Banfi e protagonista dell’affermazione internazionale di uno dei marchi simbolo dell’enologia italiana; Alberto Mattiacci, docente della Sapienza Università di Roma ed esperto di marketing strategico; Attilio Scienza, tra i massimi studiosi italiani di viticoltura ed enologia; e Gabriele Gorelli, primo Master of Wine italiano e membro del Comitato Scientifico Fondazione Qualivita.

Nel corso del confronto sul modello italiano delle Indicazioni Geografiche come leva di sviluppo economico, culturale e sociale è emerso con forza il ruolo strategico delle filiere Dop Igp e dei Consorzi di tutela come motori di sviluppo economico, sociale e culturale dei territori. Una riflessione sviluppata a partire dal caso di Montalcino, considerato uno degli esempi più emblematici della capacità di una denominazione di origine di trasformare un territorio, creando valore economico, reputazione internazionale e un modello di crescita fondato sulla qualità, sulla tutela e sulla governance condivisa della filiera.