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La voglia di migliorarci era troppo grande.
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Regno Unito, nuova stretta sull’immigrazione, il racconto di un senese residente a Bristol: “Tanti amici lasceranno il Paese”
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Fare il cameriere in un ristorante di Londra o provare a cercare un altro impiego dopo la laurea sarà ancora più difficile visto che nel Regno Unito è entrato in vigore l’ultimo giro di vite sull’immigrazione regolare.
Per i giovani italiani, che cercano un’opportunità occupazionale o che sono a lavoro nel Paese di sua Maestà , si abbatte la nuova stretta voluta dal Governo di Rishi Sunak.
“Alcuni miei amici e conoscenti sono nella situazione di dover lasciare a breve l’Inghilterra, per le imposizioni che ci sono sui salari e nei restringimenti per ottenere il visto”. A rivelarlo è Emanuele Marsili, ventottenne senese che risiede dal 2019 nell’isola e che oggi vive a Bristol. Marsili lavora per un’azienda che produce aerei, civili e militari, e satelliti e ad oggi, chiariamo, non rischia di dover tornare in Italia.
Ma è lui che ci spiega cosa sta accadendo nel Regno Unito. Sostanzialmente c’è stato un aumento della soglia di stipendio per poter restare in Gran Bretagna. Bisogna guadagnare almeno 38700 sterline, e cioè 45mila euro, mentre fino a poco tempo fa di sterline ne bastavano poco più di 26mila.
Se la quota di salario non sarà toccata, nessuna azienda potrà più sponsorizzare il lavoratore e quindi permettergli di ottenere un visto. La norma fa parte di un più ampio pacchetto di regole anti-immigrazione del governo Sunak e per Marsili è figlia di una precisa mentalità post-Brexit.”Dopo quel voto – continua – in Gran Bretagna si è deciso di allontanarsi sempre di più dalla globalizzazione decidendo di vivere una sorta di chiusura interna”.