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Rocca Salimbeni al bivio: Intesa, Banco Bpm e il destino di Mps in cda

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Il futuro di Monte dei Paschi si gioca nelle stanze di Rocca Salimbeni, dove il consiglio di amministrazione è chiamato a fare il punto su una fase decisiva per la banca.

Formalmente al centro della riunione c’è il percorso di integrazione con Mediobanca, che l’amministratore delegato Luigi Lovaglio punta a chiudere entro l’anno. Ma l’attenzione è rivolta anche alle due proposte arrivate nei giorni scorsi: l’offerta pubblica di acquisto e scambio di Intesa Sanpaolo e l’ipotesi di aggregazione avanzata da Banco Bpm.

Intesa ha messo sul piatto un’operazione da oltre trenta miliardi di euro, indicando tempi rapidi per l’esecuzione. Banco Bpm, invece, ha aperto alla possibilità di una fusione tra pari, una strada che potrebbe essere approfondita dai vertici dei due istituti.

Qualunque scelta, però, dovrà fare i conti con le regole previste per le operazioni straordinarie e con il necessario passaggio davanti all’assemblea degli azionisti.

Intanto il Governo resta alla finestra. Il Ministero dell’Economia conserva una quota sotto il cinque per cento e non esclude di uscire dal capitale quando le condizioni saranno ritenute favorevoli.

A Siena l’attesa è alta: il cda può chiarire se Mps proverà a costruire un’alternativa, a difendere la propria autonomia o se la proposta di Intesa diventerà il punto di riferimento della partita.