Sboccia l’Estate, la Compagnia Francesca Selva porta in scena “Abbracci d’Arte”

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Danza e teatro si incontrano in un progetto che unisce il movimento del corpo alla potenza della parola. È “Abbracci d’Arte – Trilogia del Tempo Sospeso”, l’ultima produzione della Compagnia Francesca Selva, in scena martedì 28 luglio a Siena per la rassegna “Sboccia l’Estate”, diretta da Vincenzo Bocciarelli.

Lo spettacolo che andrà in scena alle 20.45 in Piazza Jacopo della Quercia, nasce in dialogo con il progetto di Bocciarelli per l’edizione 2026 della rassegna, di cui è simbolo l’occhio: lo sguardo che osserva, scopre e restituisce nuova vita agli spazi urbani, invitando il pubblico a diventare parte integrante dell’esperienza artistica di cui non è più solo spettatore passivo ma protagonista.

In questo contesto si inserisce la nuova creazione coreografica firmata da Francesca Selva, un’indagine sul momento esatto in cui una ferita emotiva interrompe tragicamente il fluire del tempo. La trilogia nasce da un’esperienza personale della coreografa che ha trasformato un dolore intimo in una riflessione universale sulla fragilità delle relazioni, sul tradimento e sull’affidamento, ma anche sulla possibilità di ritrovare un nuovo equilibrio attraverso l’arte.

La serata sarà scandirà dai tre tempi in cui andranno in scena le performance della trilogia, intervallate dalle incursioni a sorpresa di Vincenzo Bocciarelli. La voce del direttore artistico dei Teatri di Siena accompagnerà il pubblico in un percorso dove danza, teatro, musica si intrecciano in un’unica vibrante narrazione.

“Con Trilogia del Tempo Sospeso la Compagnia Francesca Selva affronta un tema profondamente umano: quel momento in cui una ferita interrompe il tempo della nostra esistenza e ci costringe a ridefinire noi stessi” dichiara Marcello Valassina, direttore artistico di CON.COR.D.A./Compagnia Francesca Selva. “Francesca Selva sceglie di raccontare quel momento attraverso il linguaggio universale del corpo, costruendo un’opera che non parla soltanto del dolore ma anche della possibilità di trasformarlo in consapevolezza. Inserire questo lavoro all’interno di una rassegna che invita a guardare la città con occhi nuovi, è una scelta di condivisione con pubblico di un’esperienza artistica che ci restituisce una umanità che appartiene a tutti. La danza si trasforma così in uno spazio di incontro, di riscoperta e di rinascita collettiva”.