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Scavi al Santa Maria della Scala: il pm chiede mille euro d’ammenda al direttore dei lavori
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Mille euro di ammenda per il pm Massimo Rossini, assoluzione con formula piena per la difesa: queste le richieste formulate stamani durante l’udienza fissata per la discussione in Tribunale per il caso degli scavi al Santa Maria della Scala, che verte anche sul danneggiamento di alcune stratigrafie, di strutture preesistenti e di reperti.
Imputato è l’architetto Caterina Biagini, dipendente di palazzo pubblico e direttrice dei lavori, che stamani era presente in aula con i suoi legali, gli avvocati Paolo Panzieri e Sandro Sicilia.
Il dipendente comunale è accusato di varie contravvenzioni, legate all’intervento per la strada interna. Vengono poi contestati illeciti su una presunta mancata sorveglianza archeologica sulle opere e sulla movimentazione della terra che, per l’accusa, sarebbe stata smaltita senza però controllare se ci fossero reperti. E sempre secondo l’accusa Biagini avrebbe anche violato il codice dei beni culturali. Ad inizio del 2021 l’indagine coinvolse anche l’ex sindaco Luigi De Mossi, il titolare della ditta che si occupò dei lavori Antonio Lauria ed il responsabile del procedimento Francesco Montagnani. Le loro posizioni furono archiviate.
Tra i tanti punti menzionati dai legali dell’architetto anche il fatto che gli eventi contestati fossero avvenuti quando Biagini era in ferie, per cui non avrebbe potuto ne causarli e nemmeno avallarli. Il giudice Elena Pollini ha rinviato l’udienza al 16 luglio alle 9.30, per permettere alle parti di svolgere brevi repliche. La sentenza è attesa proprio per quella data.