Enter your email address below and subscribe to our newsletter

Sentenza Corte Costituzionale su alloggi Erp, Papi: “Dall’amministrazione risposta rapida e correttezza giuridica”

Condividi su

“La scelta dell’amministrazione è stata quella di tenere insieme due esigenze: da un lato la rapidità, perché sappiamo bene quanto sia urgente rispondere ai bisogni abitativi; dall’altro la correttezza giuridica, per evitare contenziosi che finirebbero per bloccare tutto e penalizzare proprio chi ha più bisogno”. Con queste parole l’assessore ai alla famiglia e alle politiche della casa del Comune di Siena, Micaela Papi, ha risposto all’interrogazione presentata dalla consigliera Anna Ferretti (Pd), durante il Consiglio comunale.

“Possiamo fare chiarezza – ha detto Papi – su una questione importante, che riguarda direttamente un tema molto sentito come quello dell’accesso agli alloggi di edilizia residenziale pubblica. Come è noto, la sentenza numero 1 dell’8 gennaio 2026 della Corte Costituzionale ha inciso in modo rilevante sui criteri di formazione delle graduatorie Erp, dichiarando illegittimo il punteggio legato alla cosiddetta ‘storicità di presenza’, cioè alla durata della residenza o dell’attività lavorativa sul territorio, in quanto ritenuto sproporzionato rispetto al criterio fondamentale dello stato di bisogno. Questo principio ha effetti immediati su tutti i procedimenti non ancora conclusi. Per quanto riguarda il Comune di Siena, la graduatoria definitiva Erp approvata nel dicembre 2024 è stata già parzialmente utilizzata per le assegnazioni, ma resta vigente per le posizioni ancora non assegnate, ed è proprio su queste che incide la sentenza, cioè ha effetti immediati sui procedimenti ancora in corso e sui quali dobbiamo intervenire. Secondo la Corte, il criterio centrale deve rimanere lo stato di bisogno, che è il fondamento stesso di questo tipo di intervento pubblico. Proprio per la complessità del quadro giuridico che impone un attento bilanciamento tra il primario interesse pubblico al ripristino della legalità dell’azione amministrativa e l’altrettanto rilevante interesse dei privati alla tutela dell’affidamento legittimamente maturato, l’amministrazione ha ritenuto corretto non procedere in modo affrettato, ma acquisire un parere legale pro veritate sugli effetti della sentenza, così da muoversi in modo solido e ridurre al minimo il rischio di contenziosi.

“Il parere – ha aggiunto -, che è stato reso alla fine di marzo, indica con chiarezza la strada: procedere a una revisione della graduatoria in autotutela, limitatamente alle posizioni ancora in attesa di assegnazione, eliminando i punteggi legati al criterio dichiarato incostituzionale e rimodulando conseguentemente la graduatoria. Questa impostazione è coerente anche con gli indirizzi interpretativi forniti dalla Regione Toscana, a fine febbraio, a seguito della sentenza che ha invitato i Comuni a valutare interventi di questo tipo proprio per evitare possibili contenziosi, anche di natura antidiscriminatoria. Gli uffici si sono già attivati in questa direzione. Il percorso prevede un passaggio necessario di adeguamento del Regolamento comunale (modifica dell’articolo comma 3), che oggi contiene ancora il riferimento al criterio non più valido, e successivamente l’avvio formale del procedimento di revisione della graduatoria, con il coinvolgimento dei soggetti interessati. L’obiettivo è quello di arrivare, entro il mese di maggio, all’approvazione della graduatoria aggiornata, così da poter riprendere nel più breve tempo possibile le assegnazioni degli alloggi disponibili”.

“La scelta dell’amministrazione – ha concluso Papi – è stata quella di tenere insieme due esigenze: da un lato la rapidità, perché sappiamo bene quanto sia urgente rispondere ai bisogni abitativi; dall’altro la correttezza giuridica, per evitare contenziosi che finirebbero per bloccare tutto e penalizzare proprio chi ha più bisogno. Detto questo, non possiamo non evidenziare anche un elemento di merito. Come amministrazione riteniamo infatti che il radicamento sul territorio (la storia di vita, di lavoro e di contribuzione alla comunità locale) rappresenti un valore che, in linea generale, meriterebbe di essere considerato nei criteri di assegnazione. Prendiamo atto della decisione della Corte Costituzionale e ci adeguiamo, come è doveroso, ma riteniamo che il tema resti aperto sul piano politico e normativo. Sarà quindi importante, anche nei futuri interventi legislativi, trovare un punto di equilibrio che consenta di tenere insieme il principio del bisogno con il riconoscimento del legame con il territorio, senza creare disparità. Nel frattempo, il nostro impegno resta quello di garantire assegnazioni legittime, trasparenti e tempestive, nel rispetto delle regole e nell’interesse della nostra comunità”.

La consigliera Anna Ferretti (Pd) ha replicato: “Sono soddisfatta per la risposta, ma assolutamente non soddisfatta per la tempistica. Posso capire la richiesta di un parere, con una determina datata 26 febbraio, per l’incarico a un avvocato esterno, dicendo che la risposta doveva arrivare entro dieci giorni, con relative penali per il ritardo eventuale. Il parere poi è arrivato il 26 marzo. I tempi si sono eccessivamente dilatati, non si capisce come dalla determina del 26 febbraio si sia arrivati al 26 marzo. In più da quella data siamo arrivati in Consiglio comunale il 30 aprile, con la modifica del Regolamento per fare la revisione della graduatoria. Viene ora annunciato che la nuova graduatoria sarà pronta entro maggio, tempi molto più tardi rispetto a tanti altri Comuni toscani, alcuni dei quali non capoluogo. Solo la nostra amministrazione ha impiegato cinque mesi per un atto del genere. Siamo partiti bene e siamo arrivati male, nonostante il grande bisogno che voi stessi avete sottolineato”.