La Comunità energetica di Siena diventa un caso politico e accende lo scontro tra Fratelli d’Italia, Provincia e Partito Democratico. Tutto nasce dalle parole della presidente Agnese Carletti, che all’assemblea nazionale dell’Unione delle Province Italiane ha indicato nella Provincia la “casa dei Comuni”, un punto di riferimento per la coesione sociale e territoriale. Un’affermazione che il coordinamento provinciale di FdI contesta apertamente, accusando l’amministrazione provinciale di non aver collaborato alla costituzione della Comunità energetica rinnovabile promossa dal Comune di Siena. Carletti replica denunciando polemiche strumentali e un percorso poco inclusivo, mentre il Pd rilancia: il problema, sostiene, sarebbe proprio il progetto del Comune.
A innescare la polemica è dunque l’intervento della presidente della Provincia all’assemblea dell’UPI, dove Carletti ha auspicato una riforma capace di rafforzare il ruolo dell’ente come riferimento per tutte le amministrazioni comunali. Parole che Fratelli d’Italia definisce condivisibili nei principi, ma lontane dai comportamenti concreti.
Secondo il partito, il Comune di Siena avrebbe proposto alla Provincia di partecipare alla costituzione della CER come socio fondatore, avviando un confronto sull’atto costitutivo e sullo statuto. Nonostante l’accoglimento delle richieste avanzate dall’ente provinciale, sostiene FdI, la decisione sarebbe stata continuamente rinviata, lasciando il Comune in attesa per mesi e rallentando l’iter.
“Senza voler pensar male sembra quasi che la Provincia abbia tenuto un comportamento dilatorio nella speranza di render più difficoltoso e ritardare così la costituzione della CER e il suo conseguente funzionamento”, attacca il coordinamento provinciale di Fratelli d’Italia.
Il partito punta il dito anche contro quella che considera una contraddizione politica del centrosinistra, accusato di sostenere la transizione ecologica a parole e di tirarsi indietro quando a promuovere un progetto sulle energie rinnovabili è un’amministrazione di centrodestra.
La replica di Agnese Carletti non si fa attendere. La presidente respinge le accuse e rivendica il valore istituzionale del lavoro portato avanti dalle Province italiane, sottolineando come all’interno dell’UPI amministratori di orientamenti politici differenti siano riusciti a trovare una posizione comune.
“La Provincia di Siena è e deve continuare a essere la reale ‘casa dei Comuni’, tutti, senza eccezioni”, afferma Carletti, che entra poi nel merito della Comunità energetica.
“Occorre riconoscere con franchezza che il percorso fatto finora sul tema della CER non è stato sufficientemente inclusivo nei confronti di tutti i Comuni e delle esperienze già attive sul territorio: un limite che dobbiamo superare con determinazione per garantire a ogni realtà pari dignità e coinvolgimento”.
Per la presidente, dunque, la questione non riguarda la contrarietà alle energie rinnovabili, ma la necessità di costruire iniziative capaci di coinvolgere l’intero territorio provinciale.
Carletti richiama anche il sostegno alla riforma delle Province espresso a livello nazionale, citando il presidente della Repubblica Sergio Mattarella e la presidente del Consiglio Giorgia Meloni. Quest’ultima, ricorda, ha riconosciuto alle Province una funzione indispensabile di raccordo tra Comuni e Regioni.
“Rimanere arroccati su polemiche strumentali locali anziché collaborare per il bene della comunità significa muoversi in direzione opposta non solo al senso istituzionale condiviso a tutti i livelli, ma persino alla linea espressa dalla guida del proprio governo nazionale”, conclude Carletti.
Ma lo scontro non si ferma qui. A intervenire è anche il Partito Democratico, che ribalta le accuse di Fratelli d’Italia e chiama direttamente in causa l’amministrazione comunale senese.
“Quando non riusciamo a realizzare i progetti è comodo scaricare la colpa sugli altri”, si legge nella nota, che contesta al Comune di Siena un percorso segnato da incertezze e difficoltà nel coinvolgimento di altri soggetti.
Secondo la ricostruzione del Pd, il Comune avrebbe inizialmente messo in discussione la validità di Siena Energie, indicata come la prima Comunità energetica nata nella provincia di Siena e in Toscana, per poi cercare l’adesione di altre realtà istituzionali al proprio progetto.
Di fronte alla mancata partecipazione degli enti locali e al ritiro di alcuni soggetti privati inizialmente interessati, l’amministrazione avrebbe infine deciso di procedere comunque alla costituzione della CER.
Il Pd ricorda che il Consiglio comunale ha deliberato la costituzione della Comunità energetica il 21 maggio, dopo un percorso durato circa due anni, e sostiene che il progetto non risulterebbe ancora operativo.
Il gruppo democratico riconosce la qualità dello statuto presentato dall’amministrazione, ma spiega di essersi astenuto in Consiglio comunale per la mancanza di un piano di sviluppo e di un budget economico.
Nella nota viene inoltre rivendicata la storia ambientale della Provincia, che nel 2011 ottenne la certificazione ISO 14064-1 e raggiunse il traguardo della neutralità carbonica grazie a un percorso condiviso con Università di Siena e Fondazione Mps.
“Invece di recriminare su mancate adesioni operi e dimostri con i fatti cosa è una CER nell’interesse dei cittadini e dell’ambiente”, è l’affondo finale del Pd.