Siena porta gli incentivi per i negozi oltre le mura: voto unanime contro la desertificazione commerciale

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Gli aiuti pensati per difendere le botteghe del centro storico sono pronti a varcare le mura. Il Consiglio comunale di Siena ha approvato all’unanimità una mozione che impegna sindaco e giunta a estendere a tutto il territorio comunale gli incentivi previsti dal regolamento per la tutela delle attività del centro. Ventitré i voti favorevoli, nessun contrario.
L’atto, presentato dai gruppi di maggioranza, affianca alla misura locale il sostegno alla proposta di legge di iniziativa popolare promossa da Confesercenti per la rigenerazione del commercio e dei servizi di prossimità. La mozione sarà trasmessa ai ministeri delle Imprese e dell’Economia.
Alla base c’è un fenomeno che il documento fotografa con un dato: rispetto al 2012 il numero dei negozi di vicinato sarebbe diminuito del 14,3%. Una perdita che, secondo i firmatari, non riguarda soltanto l’economia: quando abbassa la saracinesca un’attività, soprattutto nelle zone più fragili, viene meno anche un presidio sociale e un servizio per i residenti.
Il Comune aveva già approvato nel giugno 2025 un regolamento con agevolazioni e contributi destinati all’apertura o al mantenimento di attività artigianali, enogastronomiche, agroalimentari e del commercio tradizionale nelle aree considerate a rischio. Adesso il Consiglio chiede di allargare quegli strumenti anche alle attività fuori dal centro storico.
Soddisfatta Confesercenti. “L’approvazione è un atto importante. E l’unanimità moltiplica il suo valore”, afferma Duccio Giovannini, presidente del direttivo comunale dell’associazione. Per Giovannini il voto è “tutt’altro che formale”, proprio perché Palazzo Pubblico ha deciso di accompagnare il sostegno alla proposta nazionale con un impegno concreto sul territorio senese.
Il Consiglio sostiene infatti anche l’introduzione delle Zone economiche speciali di prossimità, le cosiddette ZESpro, previste dalla proposta di legge popolare di Confesercenti. L’obiettivo è creare nelle aree individuate un regime fiscale favorevole, sostegni finanziari e semplificazioni per i piccoli esercizi, oltre a un fondo nazionale e a un osservatorio dedicato alla rigenerazione commerciale.
“Le istituzioni nazionali devono sostenere il commercio di vicinato”, si legge nella mozione, che richiama le difficoltà affrontate dai piccoli commercianti e il loro ruolo per la tenuta dei territori.