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Siena riscopre il suo Sant’Emidio: passeggiata urbana, ecco dove

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Una passeggiata tra chiese, oratori e memoria collettiva per riscoprire il legame tra Siena e Sant’Emidio, il santo tradizionalmente invocato contro i terremoti. In occasione del 270esimo anniversario dell’introduzione del culto emidiano in città, il Comune di Siena promuove l’iniziativa culturale “Sant’Emidio a Siena (1756–2026). Passeggiata urbana sulle tracce del protettore dai terremoti”, in programma sabato 16 maggio dalle 17 alle 19.

L’evento è organizzato dal Comitato per la memoria sismica senese (Cmss), con la collaborazione della Compagnia dei Santi Emidio e Andrea Avellino e della Nobile Contrada del Nicchio. L’obiettivo è quello di intrecciare storia, divulgazione scientifica e tradizioni cittadine per sensibilizzare la popolazione sul tema della prevenzione e della memoria sismica.

Il percorso partirà dalla Chiesa di Santo Spirito con un’introduzione iniziale, per poi snodarsi lungo via dei Pispini attraverso alcuni luoghi simbolo della devozione a Sant’Emidio: l’ex Oratorio dei Santi Innocenti, la chiesa di San Giacinto — sede della confraternita dei Santi Emidio e Andrea Avellino dal 1813 — fino all’oratorio e al museo della Nobile Contrada del Nicchio, testimonianze del radicamento del culto nella Siena tra Sette e Ottocento.

Il Comitato per la memoria sismica senese riunisce studiosi ed esperti provenienti da diversi ambiti disciplinari: geofisici, archeosismologi, storici dell’arte, architetti e ricercatori dell’Università di Siena e dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia. L’obiettivo è trasformare la memoria storica dei terremoti in uno strumento utile alla prevenzione e alla resilienza urbana.

“È un’opportunità significativa – sottolinea il sindaco Nicoletta Fabio – per riscoprire una pagina importante della nostra storia cittadina e, allo stesso tempo, promuovere una maggiore consapevolezza sui temi della prevenzione e della sicurezza. Attraverso il recupero della memoria del culto di Sant’Emidio, Siena rinnova il proprio impegno nel coniugare tradizione e conoscenza”.

Secondo il primo cittadino, la forza del progetto sta soprattutto nella divulgazione: “Non vogliamo che la memoria sismica resti chiusa negli archivi per soli addetti ai lavori, ma che diventi un patrimonio vivo e condiviso. Siena può diventare un laboratorio dove tradizione popolare e divulgazione scientifica si incontrano per rendere la comunità più consapevole e sicura”.
Per partecipare è necessario prenotarsi scrivendo all’indirizzo viviana.castelli@ingv.it. Durante il percorso sarà inoltre disponibile materiale di approfondimento accessibile tramite QR code.