Spesa e carovita, Siena è la terza provincia più colpita in Toscana: 730 euro in più all’anno per famiglia

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Fare la spesa a Siena costa sempre di più. Ogni famiglia deve fare i conti con rincari stimati in 730 euro all’anno, una cifra che colloca la provincia al terzo posto in Toscana per l’aumento del costo della vita. Peggio soltanto Firenze, con 778 euro, e Lucca, con 740. A fotografare la situazione sono le elaborazioni sui dati Federconsumatori e Istat, mentre l’associazione dei consumatori denuncia un’emergenza che pesa soprattutto sui redditi più bassi.

A trainare gli aumenti sono i prodotti alimentari. Nell’ultimo anno, secondo l’Osservatorio nazionale Federconsumatori, i prezzi di frutta e verdura sono cresciuti del 12%, mentre per i pomodorini si registrano rincari superiori al 50%. In aumento anche carne e uova.

Tra le cause indicate dall’associazione figurano il costo dei carburanti, che incide sul trasporto delle merci, e le difficoltà dell’agricoltura dovute alla siccità e alle temperature elevate, con conseguenze sulla produzione e sui prezzi.

Le famiglie reagiscono riducendo gli acquisti. Secondo Federconsumatori, oltre il 16% dei nuclei familiari ha già tagliato la spesa per beni alimentari come carne e pesce, scegliendo prodotti meno costosi o rivolgendosi ai discount.

La situazione riguarda tutta la Toscana. Dopo Firenze, Lucca e Siena, nella graduatoria dei rincari figurano Pisa con 710 euro, Livorno e Arezzo con 700, Prato con 690, Massa-Carrara con 680, Pistoia e Grosseto con 670 euro annui.

La presidente di Federconsumatori Toscana, Laura Grandi, denuncia la scarsa attenzione delle istituzioni verso il problema e chiede interventi immediati per sostenere il potere d’acquisto di lavoratori e pensionati.

Tra le proposte avanzate figurano la riduzione strutturale delle accise sui carburanti e una revisione dell’Iva sui beni di prima necessità, che secondo l’associazione potrebbe garantire un risparmio superiore a 600 euro annui per famiglia.

Federconsumatori sollecita inoltre un fondo straordinario contro la povertà energetica e alimentare, maggiori controlli per contrastare le speculazioni e investimenti nelle infrastrutture idriche, per aiutare l’agricoltura toscana ad affrontare gli effetti dei cambiamenti climatici.