Amiata Outdoor Festival, critiche da Piccini: “Il turismo dell’Amiata parte da un solo paese e ci torna”

Condividi su

“C’è un modo elegante di raccontare la debolezza di un territorio: chiamarla sinergia”. Inizia così il commento di Pierluigi Piccini, Assessore al Turismo del Comune di Piancastagnaio, in merito al festival denominato “Amiata Outdoor Festival”, evento che si svolgerà dall’11 al 13 settembre.

“L’Amiata Outdoor Festival — tre giorni di sport e “turismo lento” promossi dal Parco Museo delle Miniere — è presentato come festa di tutta la montagna. – prosegue Piccini – Ma nella geografia reale c’è un paese solo: Abbadia San Salvatore. Villaggio, partenza, dichiarazioni”.

“Quando il Parco organizza un festival di cicloturismo d’area vasta, ospitato dal comune capofila dell’Ambito turistico, un unico paese indossa insieme il cappello della regia turistica, quello del padrone di casa e quello di chi custodisce il museo” prosegue Piccini.

Piccini poi spiega l’attuale situazione del Parco: “C’è di più. Quello stesso Parco è in regime commissariale da oltre quattro anni – commenta l’Assessore di Piancastagnaio – una condizione straordinaria diventata ordinaria, denunciata anche in Parlamento, senza organi statutari”.

Infine l’Assessore Piccini conclude: “Piancastagnaio non chiede di essere invitata al tavolo: siede a quel tavolo di diritto. Siamo parte dell’Unione dei Comuni socia fondatrice del Consorzio, sul cui territorio l’ente ha sede, e abbiamo titolo pieno a chiedere conto di come si spende denaro pubblico destinato a un fine che ci riguarda tutti. La questione non è ottenere una tappa di consolazione. È un’altra: il turismo dell’Amiata o è di tutta l’Amiata, con una regia che redistribuisce, o non è promozione — è vetrina. E una vetrina, per quanto illuminata, resta la vetrina di una bottega sola”.