La Cassa integrazione straordinaria è stata autorizzata dal Ministero del Lavoro quasi un mese fa, ma secondo la Filctem Cgil l’azienda non avrebbe ancora formalizzato all’Inps la domanda per il pagamento diretto ai dipendenti. È la nuova criticità che emerge nella vertenza del Calzaturificio Farida di Chiusi, mentre anche il confronto di oggi in Regione Toscana si è concluso con una fumata nera. Il tempo, intanto, stringe: il 27 agosto, ultimo giorno utile dei termini istituzionali, le parti torneranno al tavolo regionale alla presenza del consigliere delegato Valerio Fabiani.
La vertenza è aperta da marzo e riguarda il futuro dei lavoratori e delle lavoratrici dell’azienda. Nell’incontro di oggi non è stato possibile raggiungere un accordo. La Filctem Cgil Siena accusa infatti l’impresa di aver mostrato “l’ennesima chiusura” rispetto alla possibilità di riconoscere anche un ristoro parziale ai dipendenti.
Ma a preoccupare ulteriormente il sindacato è proprio la situazione della Cassa integrazione. La Cigs era stata autorizzata dal Ministero del Lavoro lo scorso 31 luglio, ma, si legge nella nota, “non è ancora stata formalizzata all’Inps la domanda di pagamento diretto”. Una mancata procedura che, secondo la Filctem, “allungherà in maniera seria il pagamento del periodo di cassa integrazione ai dipendenti”, descritti come già in fortissime difficoltà economiche.
“Un trattamento così irriguardoso nei confronti dei dipendenti non ce lo saremmo mai aspettato”, attacca il sindacato, secondo il quale i fatti smentirebbero la volontà manifestata dall’azienda di tutelare i propri lavoratori.
Adesso l’attenzione si sposta sull’appuntamento di giovedì 27 agosto. Le parti sono state nuovamente convocate al tavolo tecnico e di crisi della Regione Toscana, aperto nel marzo scorso, questa volta alla presenza di Valerio Fabiani. Una data particolarmente delicata perché rappresenta, secondo quanto riferito dalla Filctem, l’ultimo giorno utile rispetto ai termini istituzionali della procedura.
Il sindacato ricorda inoltre che durante il primo incontro regionale di marzo erano stati assunti diversi impegni che, a suo giudizio, sarebbero rimasti finora disattesi. “Ad oggi sperare in un ravvedimento aziendale ci pare ormai impossibile”, afferma la Filctem.
La Cgil assicura comunque che continuerà ad assistere i dipendenti durante la vertenza: “Continueremo ad accompagnare i lavoratori e le lavoratrici in questo difficile momento”, conclude la nota, ribadendo che la Filctem resterà al loro fianco.