Per Gesù Morto la “resurrezione” è arrivata dopo cinquant’anni. Non quella raccontata dalle Scritture, naturalmente, ma quella tutta terrena e decisamente più burocratica della strada di Castellina in Chianti che porta questo curioso nome. Dopo mezzo secolo di atti, impegni rimasti incompiuti e pratiche ripartite, Strada di Gesù Morto è diventata ufficialmente proprietà del Comune, insieme a via Firenze. Si chiude così una vicenda cominciata nel 1975, quando Alessandro Falassi e Orlando Orlandi si impegnarono a cedere gratuitamente il tracciato all’amministrazione comunale. Cinquant’anni dopo, quella promessa è finalmente diventata realtà.
L’acquisizione consentirà adesso al Comune di intervenire direttamente sull’area. La parte di Strada di Gesù Morto sarà sistemata a breccia, così da permettere il transito pedonale in sicurezza e creare un ulteriore collegamento a piedi tra via Val d’Elsa e via Fiorentina.
“Finalmente – commenta il sindaco di Castellina in Chianti, Giuseppe Stiaccini –. Sono percorsi non brevi in cui la parte burocratica ha il suo peso. Ma ce l’abbiamo fatta”. Una conclusione che il primo cittadino ha voluto comunicare innanzitutto al Consiglio comunale, proprio per sottolineare il valore della donazione.
“Ora si creano anche i presupposti per una cura diversa di quella porzione di strada e per un camminamento a piedi più sicuro tra via Val d’Elsa e via Fiorentina”, aggiunge Stiaccini, ringraziando gli eredi delle famiglie Falassi e Orlandi, che hanno dato seguito alla volontà dei proprietari originari cedendo gratuitamente la strada.
Per capire perché siano serviti cinquant’anni bisogna tornare al 7 agosto 1975. Falassi e Orlandi, allora proprietari di Strada di Gesù Morto e via Firenze, realizzarono opere di urbanizzazione per raggiungere un nuovo fabbricato ad uso abitativo costruito su un terreno di loro proprietà.
Gli interventi comprendevano anche l’impianto per lo smaltimento delle acque piovane e la pubblica illuminazione. Le opere furono completate, mentre solo una parte di Strada di Gesù Morto venne interessata dai lavori e asfaltata. L’altra porzione è invece rimasta sostanzialmente inalterata fino a oggi.
L’atto sottoscritto nel 1975 conteneva già l’impegno a cedere gratuitamente al Comune di Castellina in Chianti le opere di urbanizzazione e la parte restante della vecchia strada. Quella cessione, però, non venne mai perfezionata.
La vicenda è tornata a muoversi nel 2019, quando gli eredi di Falassi e Orlandi hanno contattato il Comune con l’intenzione di dare finalmente concretezza all’impegno assunto oltre quarant’anni prima.
Da quel momento è ripartita la macchina amministrativa: ricerca delle certificazioni degli impianti, verifiche sul loro funzionamento, perizie e approvazioni delle stime, passaggi in Consiglio comunale, accordi con i privati e predisposizione degli atti notarili. Il percorso si è concluso lo scorso 24 luglio.
Adesso, con l’ingresso del tracciato nell’elenco delle strade comunali, si apre una nuova fase. La sistemazione di Strada di Gesù Morto e via Firenze permetterà infatti di realizzare un percorso pedonale più rapido tra via Val d’Elsa e via Fiorentina. Per l’intervento a breccia, inoltre, non sarà necessario predisporre un progetto.
Resta infine la curiosità che accompagna inevitabilmente la vicenda: perché una strada si chiama “Gesù Morto”?
La spiegazione affonda nella tradizione religiosa di Castellina. Il nome deriverebbe dal madonnino ancora presente in via Firenze, davanti al quale durante le antiche Vie Crucis pasquali e le “rogazioni” veniva celebrata la dodicesima stazione, quella della morte di Gesù sulla croce.
Una tradizione che avrebbe lasciato il segno anche nella toponomastica della zona: da qui deriverebbe infatti il nome del vicino Monte Calvario, dove probabilmente sorgeva una piccola cappella e dove è ancora presente un altro madonnino. In quel punto si fermava la tredicesima stazione della Via Crucis, dedicata alla deposizione di Gesù dalla croce.