È stato un incontro partecipato e interessato quello che si è svolto ieri, giovedì 21 maggio nel Complesso museale di Santa Chiara a San Gimignano per presentare il restauro e la nuova collocazione degli affreschi del pittore sangimignanese Vincenzo Tamagni (1492 – 1530) provenienti dall’antico Ospedale di Santa Fina e collocati temporaneamente nello stesso Complesso museale in attesa del completamento dei lavori per il nuovo presidio sociosanitario di San Gimignano. L’intervento conservativo, finanziato dall’Azienda USL Toscana sud est, ha consentito il recupero degli affreschi e la valorizzazione del loro significato storico e artistico attraverso un accurato lavoro del restauratore Daniele Rossi con la collaborazione di Elisabetta Negrini.
Ad aprire l’incontro è stato il saluto del sindaco di San Gimignano, Andrea Marrucci, che ha sottolineato il valore storico e artistico dell’iniziativa per la comunità e per il patrimonio culturale della città. “Il recupero degli affreschi di Vincenzo Tamagni e la loro collocazione temporanea nel Complesso museale di Santa Chiara – ha detto Andrea Marrucci – rappresenta un importante intervento di salvaguardia e valorizzazione di un bene artistico profondamente legato alla storia di San Gimignano, che torna fruibile dalla comunità e dai visitatori. Ringrazio l’Azienda USL Toscana sud est per aver finanziato l’intervento, con l’auspicio che i lavori di recupero del Santa Fina procedano nei tempi previsti non solo per offrire i nuovi servizi di sanità territoriale alla cittadinanza ma anche per ospitare nuovamente, nella loro sede originaria, gli affreschi del Tamagni”.
“L’Asl Toscana sud est – ha aggiunto la direttrice amministrativa, Biancamaria Rossi – restituisce con questo intervento alla comunità affreschi di grande valore culturale e identitario. Oltre alla tutela della salute, l’Azienda ha a cuore la custodia del patrimonio storico-artistico di cui è erede, conciliando la funzione sanitaria dell’immobile con la sua valorizzazione culturale. Il restauro è stato reso possibile grazie alla collaborazione tra Asl, enti di tutela, istituzioni locali e professionisti e un ringraziamento particolare va al gruppo di lavoro coordinato dall’ingegner Frati, dal dottor Andrea Ghezzi e dal dottor Gianpaolo Bianchi. L’Asl rinnova così l’impegno a prendersi cura del patrimonio pubblico, perché la qualità del servizio si misura anche nella tutela della storia e dell’identità del territorio”.
L’incontro ha visto anche la partecipazione di Valerio Bartoloni, direttore Musei Civici San Gimignano, Isacco Cecconi, funzionario delegato storico dell’arte della Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per le province di Siena, Grosseto e Arezzo, Rossana Castrovinci, storica dell’arte e autrice del volume “Vincenzo Tamagni da San Gimignano. Discepolo di Raffaello”, e il restauratore Daniele Rossi.
Gli affreschi di Vincenzo Tamagni restaurati risalgono, secondo gli studi storico-artistici realizzati da Rossana Castrovinci, al periodo fra il 1509 e il 1510, dopo il soggiorno romano del pittore accanto a Giovanni Antonio Bazzi e fra i collaboratori di Raffaello. L’intervento di restauro curato da Daniele Rossi ha visto la pulitura delle superfici, il recupero delle cromie originali, il consolidamento delle parti deteriorate e il riposizionamento delle opere su supporti idonei alla conservazione e alla fruizione pubblica nella nuova collocazione temporanea.