Toscana: 564 minori vittime di reato in un anno, uno su tre ha subito violenze sessuali

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La casa dovrebbe essere il luogo più sicuro per un bambino. Eppure, anche in Toscana, è proprio tra le mura domestiche che si registra il maggior numero di minori vittime di reato. Nel 2025 sono stati 564, il 10,2% in più rispetto all’anno precedente, un aumento dieci volte superiore a quello nazionale, fermo all’1%.

A fotografare la situazione è il Dossier indifesa 2026 della Fondazione Terre des Hommes, elaborato sulla base dei dati del Servizio Analisi Criminale della Polizia Criminale e presentato in vista della Giornata internazionale delle bambine dell’11 ottobre.

In Toscana 224 minori sono stati vittime di maltrattamenti in famiglia, quasi il 40% del totale. Altrettanto preoccupante il dato sui reati sessuali: 207 vittime, pari al 36,7% di tutti i minori coinvolti. A subire maggiormente queste violenze sono le bambine e le ragazze, che rappresentano il 74,4% delle vittime di reati sessuali e il 61,3% delle vittime complessive.

Anche il quadro nazionale evidenzia una crescita. Nel 2025 in Italia sono stati registrati 7.272 minori vittime di reato, il dato più alto degli ultimi dieci anni, con un aumento del 43% rispetto al 2015.

I maltrattamenti familiari rappresentano il fenomeno più diffuso, con 3.008 vittime, più del doppio rispetto a dieci anni fa. Seguono le violenze sessuali, con 1.545 vittime considerando le forme semplici e aggravate, e l’abbandono di minori o incapaci, con 637.

Particolarmente marcata la componente femminile nei reati sessuali: a livello nazionale oltre otto vittime su dieci sono bambine o ragazze.

Di fronte a questi numeri, Terre des Hommes e Anci stanno lavorando a un protocollo d’intesa per rafforzare la prevenzione e la protezione dei minori attraverso il coinvolgimento dei Comuni.

“I Comuni rappresentano il primo presidio istituzionale e più prossimo alla vita quotidiana di bambini, bambine e famiglie”, sottolinea il presidente Anci Gaetano Manfredi, richiamando il ruolo di scuole, servizi sociali e associazioni.

Per Paolo Ferrara, direttore generale di Terre des Hommes Italia, occorre “costruire una strategia nazionale stabile, finanziata e misurabile”, investendo soprattutto sulla prevenzione, sul sostegno alle famiglie e sul rafforzamento dei servizi territoriali.

Ph – Francesco Cabras