Trasporto scolastico, fino a un’ora per percorrere 6 chilometri: la protesta delle famiglie della Jacopo della Quercia

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Fino a un’ora sullo scuolabus per percorrere appena sei o sette chilometri e tornare a casa dopo le lezioni. È quanto denunciano le famiglie degli alunni del plesso Jacopo della Quercia di Siena, che comprende la scuola primaria Duprè e la secondaria di primo grado Jacopo della Quercia. Una situazione che, secondo i genitori, sta creando disagi a numerosi nuclei familiari e che li ha spinti a chiedere un confronto con l’amministrazione comunale per rivedere l’organizzazione del trasporto scolastico.

Il problema riguarda soprattutto il viaggio di ritorno. Nella nota diffusa dalle famiglie si segnala che i tempi di percorrenza arrivano, in alcuni casi, a sfiorare i sessanta minuti, nonostante la distanza relativamente breve. Una permanenza prolungata sui mezzi che pesa in particolare sui bambini della primaria, costretti a trascorrere un’altra ora sullo scuolabus dopo una giornata di lezioni.

I disagi, sottolineano i genitori, si ripercuotono anche sull’organizzazione quotidiana. Nella nota si evidenzia che i lunghi tragitti lasciano “meno spazio per lo studio” e creano “difficoltà organizzative per le famiglie”. Per gli studenti delle medie, inoltre, il rientro ritardato può significare “pranzare a metà pomeriggio, un orario poco compatibile con un’alimentazione regolare ed equilibrata”.

A sollevare le perplessità non sono soltanto i tempi di viaggio, ma anche le modalità con cui sarebbero state comunicate le novità del servizio. Le famiglie riferiscono infatti di aver appreso la nuova organizzazione quando gli orari erano già stati stabiliti e le domande per usufruire del trasporto erano state presentate.

Una circostanza che, secondo quanto riportato nella nota, avrebbe impedito ai genitori di valutare preventivamente se il servizio assegnato fosse compatibile con le esigenze dei figli e con gli impegni familiari.

Da qui la richiesta rivolta al Comune e agli enti competenti: verificare concretamente le tratte, gli orari e i tempi di percorrenza, individuando soluzioni che permettano di ridurre la durata dei viaggi. Tra le ipotesi avanzate figurano una revisione degli itinerari, una diversa organizzazione delle corse e, se necessario, un aumento del loro numero.

Le famiglie chiedono inoltre l’apertura di un tavolo di confronto con l’amministrazione, per individuare soluzioni condivise e garantire che eventuali future modifiche al servizio vengano comunicate con sufficiente anticipo.

“Un servizio pubblico rivolto agli studenti deve tenere conto non solo delle esigenze tecniche e logistiche, ma anche del diritto di bambini e ragazzi a un rientro da scuola sostenibile e adeguato alla loro età”, si legge nella nota.

Non una contestazione del trasporto scolastico in sé, dunque, ma la richiesta di renderlo più compatibile con i tempi e le necessità degli studenti. I genitori auspicano un riscontro tempestivo da parte dell’amministrazione comunale e l’avvio di un dialogo costruttivo.

L’obiettivo, ribadiscono nella nota, è migliorare il servizio nell’interesse degli alunni e delle loro famiglie.