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“Un osservatorio sulla fragilità finanziaria”: la proposta di Papi durante l’incontro “Oltre il debito”

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Il debito non è solo una questione di conti: spesso è il punto in cui una famiglia smette di vedere una via d’uscita.Per questo Siena prova a fare un passo nuovo sul terreno del welfare, candidandosi a diventare la prima città toscana con un osservatorio dedicato alla fragilità finanziaria e sociale delle famiglie.

La proposta è stata avanzata dall’assessora ai servizi sociali del Comune di Siena, Micaela Papi, durante l’incontro pubblico “Oltre il debito, disagio economico e vulnerabilità delle famiglie”, ospitato nella Sala delle Lupe di Palazzo Pubblico e organizzato dall’amministrazione comunale in collaborazione con la Fondazione Toscana per la Prevenzione dell’Usura.

L’obiettivo è creare “un luogo stabile di analisi, coordinamento e proposta”, capace di leggere il fenomeno del sovraindebitamento e di mettere in rete soggetti che oggi operano spesso in modo frammentato: Comune, Società della Salute Senese, Università di Siena, Fondazione Toscana Antiusura, Organismo di Composizione della Crisi, Fondazione Monte dei Paschi e Caritas.

“Siena potrebbe candidarsi a diventare la prima città toscana ad affrontare il sovraindebitamento come tema di welfare”, ha spiegato Papi. “Manca un luogo di confronto dedicato alla fragilità finanziaria delle famiglie che metta in rete welfare, mondo del credito, ricerca, Fondazione Toscana Antiusura e Organismo di Composizione della Crisi”.

Il punto di partenza è un dato che racconta quanto il fenomeno resti sommerso. In Toscana si stimano circa 79mila famiglie sovraindebitate, ma gli strumenti disponibili riescono a intercettarne solo una minima parte. Secondo il rapporto presentato, appena lo 0,4% delle famiglie viene raggiunto dai canali di aiuto.

“Il sovraindebitamento non è soltanto un problema finanziario, ma sociale”, ha aggiunto Papi. “La perdita del lavoro, un affitto che aumenta, una malattia: molte famiglie non riescono ad arrivare alla fine del mese e chiedono aiuto soltanto quando la situazione è già in crisi”.

Nel corso dell’incontro è stato presentato il rapporto “Sovraindebitamento, esclusione finanziaria e disagio economico: cause, caratteristiche e possibili rimedi”, promosso dalla Fondazione Toscana per la Prevenzione dell’Usura e curato da Fabrizio Coricelli e Marco Frigerio dell’Università di Siena, con la collaborazione di Gianni Betti, Victoria d’Aguanno, Lorenzo Mori e Barbara Rovetti.

Il Comune di Siena ha sostenuto economicamente sia la realizzazione del rapporto sia l’attività dell’Organismo di Composizione della Crisi, che assiste le persone sovraindebitate nella costruzione di un piano per ristrutturare i debiti. “Una scelta che nasce dalla consapevolezza dell’importanza sociale di questi servizi”, ha sottolineato l’assessora.

All’incontro hanno partecipato anche il vicesindaco Michele Capitani, Francesco Pulitini della Fondazione Toscana per la Prevenzione dell’Usura, Fabrizio Coricelli e Marco Frigerio dell’Università di Siena, Stefano Guerrini per l’Ordine dei dottori commercialisti e degli esperti contabili della provincia di Siena, Marco Camerini dell’Organismo di Composizione della Crisi e Loredana Sarmente dell’Istituto Vendite Giudiziarie.

Per Francesco Pulitini, presidente della Fondazione Toscana Antiusura, il tema centrale è la collaborazione tra soggetti diversi. “È molto più facile che il Comune individui esigenze e problemi”, ha spiegato. “Il nostro compito, poi, è quello di aiutare a risolverli. Questo intendo per collaborazione”.

Da qui la proposta dell’osservatorio: non un nuovo contenitore formale, ma uno strumento per trasformare dati, competenze e interventi in azioni concrete. “Con l’istituzione di un osservatorio possiamo rafforzare la rete territoriale tra istituzioni, terzo settore e organismi già presenti, per contrastare questo tipo di disagio”, ha concluso Papi.