Enter your email address below and subscribe to our newsletter

Zanardi, addio al campione: tra Pienza e Siena la battaglia più dura

Condividi su

È morto a 59 anni, Alex Zanardi, campione capace di trasformare il dolore in esempio universale di forza e determinazione. Ex pilota di Formula 1, poi simbolo mondiale dello sport paralimpico dopo il drammatico incidente del 2001 in cui perse entrambe le gambe.

Tra Siena e la Val d’Orcia aveva combattuto una delle sue sfide più dure. Era il 19 giugno 2020 quando, durante una tappa della staffetta solidale Obiettivo Tricolore, Zanardi rimase coinvolto in un gravissimo incidente lungo la strada provinciale 146 tra Pienza e San Quirico d’Orcia. In un tratto in discesa, perse il controllo della handbike e finì sulla corsia opposta, scontrandosi con un camion che arrivava in direzione contraria.

L’impatto fu violentissimo. Il campione riportò un politrauma con gravi lesioni craniche e facciali. Soccorso in condizioni critiche, fu trasportato in elicottero alle Scotte, dove venne sottoposto a un delicato intervento neurochirurgico e ricoverato in terapia intensiva.

Da quel momento iniziò una lunghissima battaglia. Dopo settimane di coma farmacologico e diversi interventi, Zanardi fu trasferito in altre strutture per proseguire la riabilitazione, fino al rientro a casa nel 2021.

Un percorso durissimo che aveva ancora una volta mostrato la sua capacità di resistere oltre ogni limite.

Zanardi lascia un’eredità sportiva straordinaria: nel paraciclismo aveva conquistato quattro medaglie d’oro e due d’argento tra le Paralimpiadi di Londra 2012 e Rio 2016, diventando uno dei volti più riconoscibili dello sport mondiale. Ma soprattutto lascia un messaggio che va oltre i risultati: la capacità di rialzarsi, reinventarsi e guardare avanti anche dopo le prove più dure.

“È con profondo dolore che la famiglia comunica la scomparsa di Alessandro Zanardi, avvenuta improvvisamente nella serata di ieri, 1 maggio – si legge nel messaggio diffuso da Obiettivo3 –. Alex si è spento serenamente, circondato dall’affetto dei suoi cari”.