Al Gamb di Firenze esposti due dipinti del Maestro del 1416: allestimento che racconta conservazione, stile, recupero

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Galleria dell’Accademia di Firenze e Musei del Bargello presenta due dipinti attribuiti al Maestro del 1416, al termine di un importante percorso di studio e di restauro. A partire da domani e fino al 14 marzo 2027, le due tavole saranno riunite nelle sale del primo piano della Galleria dell’Accademia in un allestimento temporaneo che ne racconta la storia, le caratteristiche stilistiche e le vicende conservative.

L’iniziativa rientra nel progetto “Opere restaurate in esposizione”, realizzato nell’ambito delle attività di tutela e valorizzazione del patrimonio culturale promosse dal MiC – Ministero della Cultura, e nasce con l’obiettivo di restituire al pubblico opere delle collezioni al termine di significativi interventi di recupero, offrendo al tempo stesso l’opportunità di conoscere il lavoro di ricerca e di cura che ne accompagna la conservazione.

“Il restauro è un momento fondamentale nella vita di un’opera: permette di preservarla, ma anche di tornare a interrogarla e a conoscerla più a fondo” dichiara Andreina Contessa, Direttore Generale del GAMB. “Le indagini condotte durante il lavoro possono infatti restituire dettagli, colori e informazioni sulla tecnica e sulla storia materiale che nel tempo erano diventati meno evidenti. Presentare queste due tavole al termine del loro percorso conservativo significa condividere con il pubblico non soltanto il risultato visibile, ma anche il patrimonio di conoscenze che il restauro ha permesso di acquisire. Con “Opere restaurate in esposizione” vogliamo rendere questo processo parte dell’esperienza di visita e mostrare quanto studio, competenza e attenzione siano necessari per custodire e trasmettere le nostre collezioni”.

L’esposizione, integrata nel percorso permanente della Galleria, è curata dalle funzionarie della Galleria dell’Accademia di Firenze e dei Musei del Bargello Elvira Altiero, storica dell’arte, ed Eleonora Pucci, restauratrice. Il progetto di allestimento, a cura degli architetti Roberto Lembo e Giorgios Papaevangeliu, è stato eseguito da Galli Mostre, ed è accompagnato da un video che ripercorre le diverse fasi dei lavori, realizzato da Domenico Spampinato. Attraverso immagini e approfondimenti sono illustrate le principali problematiche conservative, le indagini effettuate e le soluzioni adottate durante i lavori. In particolare, il restauro della Madonna con Bambino e santi è stato condotto da Elisabetta Bianco, con Roberto Buda per l’intervento sul supporto ligneo. L’intervento sulla Madonna con Bambino e angeli si deve invece a Lucia Biondi e, per il supporto, ad Alberto Dimuccio. Le indagini diagnostiche sono state realizzate rispettivamente da Paolo Triolo-Geospectra srl e da Ottaviano Caruso.

Con il nome convenzionale di Maestro del 1416, gli studiosi identificano un anonimo pittore attivo a Firenze nel primo quarto del XV secolo, forse riconoscibile in Bartolomeo di Pietro (documentato dal 1412 al 1427), nipote di Lorenzo di Niccolò di Martino.

Le due tavole esposte restituiscono con particolare evidenza i caratteri distintivi del suo linguaggio. L’impianto compositivo conserva il legame con la tradizione neo-giottesca, mentre le figure allungate, i panneggi fluenti e le raffinate soluzioni cromatiche mostrano l’apertura verso il gusto del Gotico internazionale e, in particolare, l’influenza di Lorenzo Monaco.

Due interventi differenti per metodo e problematiche conservative, che hanno restituito maggiore leggibilità alle opere e, al tempo stesso, nuove informazioni sulla loro storia. La presentazione congiunta permette così di osservare da vicino non soltanto i risultati raggiunti, ma anche le diverse fasi di studio e di cura che accompagna ogni opera nel tempo. Il progetto richiama inoltre l’attenzione sul nucleo dei cosiddetti “Primitivi”, i maestri che precedettero la piena affermazione del linguaggio rinascimentale e le cui opere costituiscono uno dei nuclei storici più importanti delle collezioni della Galleria dell’Accademia.