Dondoli ambasciatore del gelato italiano in Canada: “Qui c’è un mercato tutto da costruire”
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Da San Gimignano al Canada per insegnare che tra un ice cream e un gelato artigianale italiano c’è la stessa differenza che passa tra un camion e un’automobile: apparentemente poche ma sono due mondi completamente diversi. Sergio Dondoli – il più famoso artigiano italiano del gelato – è appena rientrato da una missione oltreoceano dopo essere stato scelto dal Ministero per rappresentare il gelato artigianale italiano e promuoverne la crescita su un mercato ancora poco sviluppato.
Il gelatiere di San Gimignano ha trascorso una settimana tra Montreal e Toronto, partecipando a oltre nove incontri, soprattutto all’interno di scuole e campus alberghieri. L’obiettivo era raccontare il prodotto italiano a studenti, professionisti e operatori e, allo stesso tempo, aprire nuove prospettive per le aziende del settore.
“Il Ministero ritiene che il gelato abbia ancora grandi possibilità di crescita e ha individuato diverse nazioni nelle quali promuoverlo – spiega Dondoli –. Io sono stato scelto per rappresentare il gelato artigianale italiano. In Canada ho fatto più di nove incontri in una settimana, tra Montreal e Toronto”.
Un viaggio che diventa anche una fotografia di come sta cambiando il Made in Italy. “Una volta, oltre naturalmente alla moda, era sinonimo soprattutto di pizza e spaghetti. Poi è arrivato l’espresso e adesso è arrivato anche il gelato. È diventato un simbolo dell’italianità a tutto tondo”.
Ed è proprio il Canada, secondo Dondoli, a offrire importanti margini di crescita. Il consumo di prodotti freddi è già diffuso, ma a dominare è soprattutto l’ice cream industriale. Il gelato artigianale italiano rappresenta invece un modello ancora tutto da sviluppare.
“Appartengono alla stessa famiglia, ma sono prodotti molto diversi. È un po’ come confrontare un camion e un’automobile. Il gelato artigianale viene fatto fresco, mentre con l’ice cream puoi mangiare un prodotto che ha già diversi mesi di vita”.
C’è poi una componente meno economica e molto più evocativa. Per molti stranieri il gelato italiano è legato direttamente al ricordo dell’Italia. “Mangiare il gelato gli ricorda le vacanze, quello che hanno vissuto quando sono venuti qui”. In valigia Dondoli ha portato anche un pezzo di San Gimignano: la Crema di Santa Fina, uno dei gusti che hanno contribuito alla notorietà internazionale della sua gelateria. “Volevo portare un gusto davvero personale e ho scelto quello che ci ha resi famosi nel mondo. Era già arrivato in tanti Paesi, ma mai in Canada”.
E se la missione serviva anche ad aprire la strada a possibili investimenti italiani, Dondoli mette subito un confine quando gli si chiede se il prossimo passo possa essere una sua gelateria a Montreal. “Io sono un artigiano, non un imprenditore. Sono due cose diverse. Se trovassi un imprenditore che volesse aprire una gelateria con il nome Dondoli, magari se ne potrebbe parlare. Ma io sono e rimango un artigiano”.