Aveva negli occhi Giotto e Pontormo. Pasolini regista e la pittura

Professor Ricci, giovedì prossimo ci sarà un ulteriore evento – una sorta di appendice – sempre legato al Festival pasoliniano”un giorno d’autunno (Siena 7-24 novembre)?”

“Sì. L’appuntamento di giovedì 15 dicembre si inscrive a pieno titolo all’interno del Festival che tu hai ricordato. D’altra parte, la complessità della figura umana e artistica di Pier Paolo Pasolini è tale e tanta che per ogni aspetto affrontato ce n’è un altro che resta escluso”
“L’incontro di giovedì verte sulla passione pittorica di Pasolini?”.
“Sì. Pasolini non solo è stato un valente pittore, ma anche un grande cultore della storia dell’arte, tanto che in un primo momento aveva pensato di laurearsi in questa disciplina. Giotto, Masaccio, i manieristi cinquecenteschi sono gli artisti che Pasolini amò di più, a partire già dagli anni universitari, dove a Bologna ebbe modo di seguire i magistrali corsi di Roberto Longhi”.
“Giovedì a parlare di Pasolini presso la Biblioteca Giuliano Briganti ci sarà Luca Verdone”.
“Sì, e per me è un grande onore. Parleremo della presenza dei grandi maestri della pittura italiana nei film di Pasolini, cercando di chiarire anche le ragioni della conversione al cinema di Pasolini, nel 1961, quando era ormai uno scrittore e un poeta apprezzatissimo”
“Un’ultima domanda, professore. Lei del Festival “un giorno d’autunno” è stato il Direttore Artistico. Qual è il consuntivo?”
“È andato al di là di ogni più rosea previsione che io e l’assessore Pasquale Colella avremmo potuto fare alla vigilia. Il successo è sia nella qualità delle conferenze, dei concerti, dell’atto unico “Come tanti fili d’erba”, con l’attrice friulana Tiziana Bagatella, sia nei numeri.. le presenze in totale sono state 689: 285 al cinema, 254 in Biblioteca, 150 ai concerti.  Non solo abbiamo avvicinato il pubblico, del quale facevano parte molti giovani, all’opera e alla personalità di Pasolini, ma gli abbiamo fatto conoscere ambienti splendidi, come la Sala storica della Biblioteca degli Intronati e la Sala Sant’Ansano del Santa Maria della Scala. E la Biblioteca Briganti non è da meno.