Il Chianti ritrova i suoi tesori: a Castellina aperta la mostra che riporta a casa tre opere uniche

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Dopo venticinque anni lontani dagli occhi del pubblico, tre capolavori del Trecento e del Quattrocento sono tornati nel paesaggio che li aveva generati. A Castellina in Chianti ha aperto la mostra “Ritorno nel Chianti. Dipinti del XIV e XV secolo”, che riporta nel territorio opere di Bicci di Lorenzo, Cosimo Rosselli e Niccolò di Pietro Gerini, rimaste per decenni nei depositi della Pinacoteca di Siena. L’esposizione resterà aperta fino al 10 gennaio 2027, ma l’obiettivo del Comune è più ambizioso: fare in modo che i tre dipinti possano rimanere stabilmente a Castellina e tornare così patrimonio permanente della comunità.

La mostra è ospitata nella sala consiliare del Comune, all’interno della Rocca quattrocentesca che oggi accoglie il Museo Archeologico del Chianti. Le opere tornano così nel loro contesto d’origine, legato alla storia religiosa e artistica del territorio tra Firenze e Siena.

«È un momento storico perché la sala del consiglio comunale, l’agorà, viene arredata con tre opere straordinarie», ha sottolineato il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani. «Il Chianti è stato protagonista del Rinascimento, che ha rappresentato un’avanguardia mondiale. Qui ne abbiamo un’espressione. Questa sala, vedendo questi quadri, è sicuramente una delle più belle della Toscana».

Il sindaco Giuseppe Stiaccini ha ribadito la volontà dell’amministrazione di lavorare perché i dipinti rimangano a Castellina anche dopo la chiusura della mostra. «Le opere danno valore alla sala consiliare, che diventa qualcosa di davvero unico nel territorio. Rimarranno qui perché gli abitanti di Castellina lo vogliono. Il Chianti è una perla artistica, culturale e ambientale. Vogliamo recuperare un senso di identità culturale che ci faccia sentire sempre più comunità».

Tra le opere esposte c’è la tempera su tavola del XV secolo “Madonna col Bambino e i santi Biagio, Caterina d’Alessandria, Agnese e Agostino” di Bicci di Lorenzo. Il dipinto era originariamente collocato nella Pieve di Sant’Agnese ed è rimasto per venticinque anni nei depositi della Pinacoteca di Siena.

In mostra anche “Madonna col Bambino e i santi Giorgio e Francesco” di Cosimo Rosselli, proveniente dalla chiesa romanica di San Giorgio in Piazza, nella frazione La Piazza di Castellina. Completa il percorso la “Crocifissione coi Dolenti e San Francesco” di Niccolò di Pietro Gerini, datata intorno al 1390-1395 e originariamente collocata nella Pieve di San Sigismondo a Gaiole in Chianti.

L’apertura arriva dopo cinque mesi di restauro. I dipinti presentavano depositi di sporco, tracce di attacchi di tarli e problemi specifici legati alle diverse strutture. La “Crocifissione” ha richiesto il consolidamento delle parti lignee della cornice. Sulla tavola di Bicci di Lorenzo sono stati fermati alcuni sollevamenti della pellicola pittorica. Su due opere è stato inoltre rimosso uno strato di vernice ossidata, così da restituire maggiore leggibilità ai colori originali.

Il lavoro è stato curato dalla restauratrice Monica Mancini, con gli studi delle storiche dell’arte Nicoletta Matteuzzi, Lucia Bencistà e Annarubina Cateni.

La mostra è organizzata e promossa dal Comune di Castellina in Chianti insieme alla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Siena, Grosseto e Arezzo. È patrocinata da Regione Toscana e Provincia di Siena, con la collaborazione della Fondazione Musei Senesi. La curatela è affidata a Nicoletta Matteuzzi e Marco Firmati, direttore del Museo Archeologico del Chianti.

All’organizzazione hanno contribuito anche le diocesi proprietarie delle opere, la Diocesi di Fiesole e l’Arcidiocesi di Siena-Colle di Val d’Elsa-Montalcino, i Musei Nazionali di Siena e i finanziatori privati che hanno sostenuto il progetto attraverso l’Art Bonus.

“Ritorno nel Chianti. Dipinti del XIV e XV secolo” è visitabile al Museo Archeologico di Castellina in Chianti, in piazza del Comune, tutti i giorni dalle 10 alle 18, fino al 10 gennaio 2027.