Martedì 11 agosto, alle ore 21.15, nella suggestiva cornice di Palazzo Chigi Saracini, il Chigiana International Festival & Summer Academy presenta L’isola di Orfeo, un concerto che intreccia il mito, la voce e il violino in un viaggio tra la polifonia rinascimentale e le avanguardie del Novecento. La serata è realizzata in collaborazione con l’Opera della Metropolitana e l’Arcidiocesi di Siena, Colle di Val d’Elsa e Montalcino.
Protagonista d’eccezione è la giovane violinista Giulia Rimonda, ex allieva dell’Accademia Chigiana e vincitrice del Premio Giovanna Maniezzo, oggi tra i talenti più luminosi della nuova generazione violinistica: residente a Berlino, si sta affermando tra le stelle emergenti della scena internazionale. Con lei, l’organista Cesare Mancini, Maestro dell’organo della Cattedrale di Siena e tra le figure di riferimento dell’interpretazione organistica in Europa, che alla Chigiana è anche responsabile della biblioteca e degli archivi dell’Accademia. Al suo fianco, il Coro della Cattedrale di Siena “Guido Chigi Saracini”, diretto da Lorenzo Donati.
Realtà d’eccellenza del panorama corale italiano, il Coro della Cattedrale di Siena “Guido Chigi Saracini” è guidato da Lorenzo Donati, direttore, compositore e didatta tra i più stimati a livello internazionale, apprezzato per il rigore e la raffinatezza con cui affronta un repertorio vastissimo, dalla polifonia rinascimentale alla musica contemporanea. Proprio questa duttilità fa del Coro l’interprete ideale di un programma che accosta Monteverdi alle asprezze del Novecento.
Il programma si sviluppa attorno a un filo teso tra il rigore della polifonia rinascimentale e l’urgenza civile delle avanguardie del Novecento. Attraverso il mito di Orfeo – la discesa agli inferi, lo smarrimento, il canto che sfida la morte – la serata mette a specchio la poetica visionaria di Hans Werner Henze, di cui ricorre quest’anno il centenario della nascita, le pagine di Ruth Zechlin e la rivoluzionaria teatralità dei madrigali di Claudio Monteverdi.
LA SONATA PER VIOLINO DI HENZE E IL CENTENARIO
Nel cuore della serata e del percorso che il Festival dedica a Henze nel centenario della nascita, si colloca la sua Sonata per violino solo, affidata all’arco di Giulia Rimonda. È una delle pagine più ardue e affascinanti del repertorio violinistico novecentesco: una partitura che esplora i limiti fisici ed espressivi dello strumento, alternando asprezze timbriche e confessioni intime, slanci virtuosistici e ripiegamenti interiori. Nelle mani di un’interprete della sensibilità di Rimonda, la Sonata diventa il ritratto di un Orfeo moderno, solo con il proprio canto di fronte all’abisso.
La prima parte della serata è interamente dedicata a Henze. Si apre con la Toccata senza fuga (dall’Orpheus, 1979) per organo, pagina che scardina la classica forma barocca per amplificare lo smarrimento del viaggio orfico. Segue la monumentale suite a cappella Orfeo dietro il filo spinato (1981-1983), su poesie di Edward Bond, in cui il canto corale si fa grido di denuncia contro le tragedie del Novecento. Drammaturgo, poeta e sceneggiatore britannico scomparso nel 2024, tra le voci più radicali e civili del teatro del secondo Novecento – autore di opere che come Saved segnarono la storia della scena inglese e contribuirono all’abolizione della censura teatrale nel Regno Unito e sceneggiatore, per il cinema, di Blow-Up di Michelangelo Antonioni – Bond fu per Henze un sodale d’elezione: insieme firmarono alcune delle pagine più politicamente impegnate del teatro musicale henziano. Di Henze si ascolterà infatti anche il Madrigale dei pazzi, tratto dall’opera We come to the River (Wir erreichen den Fluß, 1974-76), scritta con lo stesso Bond su commissione del Royal Opera House di Londra: un frammento espressionista in cui la vocalità si spezza per farsi specchio delle alienazioni sociali. Proprio quest’opera reca una dedica poco nota e toccante: Henze la volle dedicare al grande psichiatra Michele Risso, figura centrale della psichiatria moderna e suo caro amico, che il compositore frequentò a lungo e ricordò più volte nei suoi diari, i Canti di viaggio. La scelta non è casuale: in un lavoro che dà voce agli emarginati e ai “folli” come specchio delle patologie della società, la dedica a Risso – uomo che alla comprensione della sofferenza psichica dedicò la vita, scomparso ancora giovane – assume il valore di un omaggio profondo e personale. Il legame con Edward Bond attraversa dunque, come un filo rosso, questa prima parte della serata, testimoniando la vocazione civile e teatrale del teatro musicale henziano.
RUTH ZECHLIN E IL DIALOGO CON HENZE
Accanto a Henze, il concerto dà voce a Ruth Zechlin (1926-2007), una delle figure più autorevoli della composizione nella Germania dell’Est e – non a caso – coetanea esatta di Henze, di cui ricorre quest’anno anch’esso il centenario. La sua presenza in questo programma non è casuale: il Festival ha voluto riscoprire e valorizzare, in più momenti del cartellone dedicato a Henze, il fecondo dialogo del compositore con i musicisti della DDR, un ponte creativo che attraversava la cortina di ferro. Docente alla Hochschule “Hanns Eisler” di Berlino e figura di primo piano dell’Akademie der Künste, Zechlin fu legata a Henze da reciproca stima, come testimoniano i suoi 3 Briefe an HWH (Tre lettere a Hans Werner Henze) per oboe, eseguiti pochi giorni fa in un altro concerto del Festival, dal grande oboista Christian Schmitt.
Di Zechlin si ascolteranno Orpheus, una rilettura del mito densa di geometrie e simbolismi interiori, e il capolavoro organistico Wider den Schlaf der Vernunft (“Contro il sonno della ragione”), composto a Berlino Est nel 1989, alla vigilia della caduta del Muro. Ispirata a Goya – al celebre Il sonno della ragione genera mostri – la partitura si configura come una veemente riflessione sulla responsabilità della coscienza di fronte alla storia, capace di scuotere l’ascoltatore attraverso grappoli sonori e ritmi ossessivi.
I MADRIGALI DI MONTEVERDI
A fare da contrappunto a queste tensioni moderne sono i celebri madrigali di Claudio Monteverdi tratti dal Quarto libro dei madrigali a cinque voci: Sfogava con le stelle, Anima mia, perdona, Che se tu se’ il cor mio e Piagn’e sospira. Pagine immortali che mostrano il vertice dello “stile rappresentativo” monteverdiano, dove l’esasperazione delle dissonanze permette alla parola di farsi gesto, traducendo il dolore degli amanti in un realismo sonoro di struggente, sorprendente modernità. È il volto rinascimentale di Orfeo – il cantore per eccellenza, colui che con la sola voce commuove la morte – che dialoga, attraverso i secoli, con le sue reincarnazioni novecentesche.
Biglietteria e informazioni | I biglietti potranno essere acquistati, dai primi dal 4 giugno, on-line sui siti www.chigiana.org o www.TicketOne.it e presso le Biglietterie di Palazzo Chigi Saracini; il giorno del concerto la vendita proseguirà presso le rispettive sedi, a partire da due ore prima dello spettacolo. Per consentire l’accesso agli spettacoli dal vivo di una ampia fascia di appassionati di musica, i biglietti avranno un prezzo unico di 25 euro (posti ridotti 20 euro), con prezzo speciale per gli studenti (5€). Riduzioni per gli under 26 e over 65 anni, per gli Abbonati MIV 2025/26 e altri enti convenzionati. Per informazioni: tel. 0577-220922 oppure via e-mail: biglietteria@chigiana.org