Opera Laboratori si espande: acquisita Fratelli Navarra, nasce il polo del restauro monumentale
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Dai ponteggi di San Pietro ai corridoi di Pompei, Opera Laboratori allarga il proprio raggio d’azione dà il via al polo del restauro del patrimonio italiano. Il gruppo, già attivo nella gestione, valorizzazione e comunicazione dei beni culturali, ha acquisito la maggioranza di Fratelli Navarra, tra le realtà più accreditate nel restauro monumentale. Dall’operazione nasce Opera Navarra, nuova società del gruppo dedicata alla cura e al recupero materiale di opere d’arte e beni architettonici.
L’operazione è stata presentata oggi, martedì 21 luglio, nella Sala Bassetti della Pinacoteca di Brera, a Milano, alla presenza dei vertici aziendali. Dopo i saluti del direttore generale della Pinacoteca di Brera e del Cenacolo Vinciano, Angelo Lorenzo Crespi, sono intervenuti il presidente e amministratore delegato di Opera Laboratori, Giuseppe Costa, e l’amministratore delegato di Opera Navarra, Attilio Maria Navarra.
Fondata nel 1999, Fratelli Navarra ha costruito in oltre venticinque anni un’esperienza su alcuni dei cantieri più importanti d’Italia: Piazza San Pietro a Roma, la Basilica di Sant’Antonio a Padova, il Castello Sforzesco di Milano, la Villa Reale di Monza, la Reggia di Caserta e il Parco archeologico di Pompei.
L’acquisizione del pacchetto di maggioranza è stata perfezionata il 16 giugno. Il 13 luglio è stata formalizzata la trasformazione della società in Opera Navarra, insieme alla nomina dei nuovi organi sociali. Nel gruppo entrano così oltre 150 professionisti tra restauratori, architetti, ingegneri, direttori tecnici e manager.
Per Opera Laboratori si tratta di un passaggio strategico. Alle competenze già presenti nella produzione museale, nell’allestimento, nell’editoria, nella comunicazione e nella gestione dei servizi culturali si aggiunge ora quella del restauro monumentale.
“Con Opera Navarra costruiamo un tassello fondamentale della nostra strategia di crescita”, ha spiegato Giuseppe Costa. “Non ci limitiamo più a custodire, valorizzare e comunicare il patrimonio culturale, ma entriamo a pieno titolo anche nella sua rinascita materiale, quella che parte dal cantiere e dalla mano dei restauratori”.
Costa ha sottolineato come l’obiettivo sia offrire una visione integrata della filiera culturale: dal restauro con Opera Navarra all’editoria e al merchandising con Sillabe, dalla produzione video con Studio3 al recupero dei beni culturali con Opera San Gimignano, fino alle attività immobiliari legate alla cultura.
“È un investimento nelle competenze, nelle persone e in una visione di lungo periodo per la cura dei beni culturali del nostro Paese”, ha aggiunto.
Opera Laboratori gestisce oggi oltre 80 musei pubblici, ecclesiali e privati in Italia, con più di 15 milioni di visitatori l’anno. Il gruppo conta circa mille dipendenti distribuiti in dieci regioni e ventuno città, con sedi operative anche a Siena, Firenze, Livorno, Roma, Milano, Bologna e Genova. Il giro d’affari dichiarato è di 130 milioni di euro.
“Entrare nel Gruppo Opera Laboratori significa per noi guardare al futuro con basi ancora più solide”, ha commentato Attilio Maria Navarra. “Continueremo a lavorare con la stessa cura artigianale del dettaglio e lo stesso rigore tecnico, potendo però contare su una struttura più ampia e su nuove opportunità di sviluppo”.
Con Opera Navarra, il gruppo si propone quindi come interlocutore unico lungo tutto il percorso di tutela del patrimonio: dal cantiere di restauro fino alla gestione, alla comunicazione e alla fruizione dei luoghi della cultura.