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Santa Maria della Scala, lo statuto cambia ancora: tornano i conservatori. Confermata l’uscita dal Terzo settore
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La possibilità di nominare uno o più conservatori, il rafforzamento del ruolo del direttore, l’uscita dal Terzo settore e una maggiore apertura a soci sostenitori e partnership.
Sono alcune delle novità contenute nella nuova versione dello statuto della Fondazione Santa Maria della Scala, illustrata dal sindaco Nicoletta Fabio nel corso della commissione consiliare Affari generali che ha preceduto il passaggio finale domani in consiglio comunale e nell’assemblea dei soci del 24 giugno.
Tra gli aspetti più significativi c’è il ritorno della figura del conservatore, che nelle prime bozze della riforma non compariva espressamente. La nuova formulazione prevede invece che il direttore possa avvalersi di uno o più conservatori, nominati dal consiglio di amministrazione e scelti tra professionisti con comprovata qualificazione scientifica e professionale nel settore dei beni culturali e museali.
Una scelta che, secondo il primo cittadino, nasce dalla complessità del complesso museale cittadino.
“All’interno del Santa Maria c’è un patrimonio sicuramente diversificato”, ha spiegato Nicoletta Fabio. “C’è il Museo Archeologico, la Biblioteca Briganti, il museo per bambini, la Collezione Spannocchi, il Seminario e altri spazi. Forse un unico conservatore dovrebbe essere una sorta di tuttologo. Più figure individuate per settore sono probabilmente più consone alla varietà del patrimonio che si trova all’interno del Santa Maria”.
Il tema dei conservatori si inserisce in una revisione più ampia dell’assetto della Fondazione. La modifica più rilevante riguarda l’articolo 1 dello statuto, con l’eliminazione del riferimento al Terzo settore.
“L’appartenenza al Terzo settore si è rivelata addirittura controproducente e non adeguata alla natura del Santa Maria”, ha affermato Fabio, spiegando che la Fondazione viene “ora definita come ente di diritto privato a controllo pubblico, costituito secondo il modello della fondazione di partecipazione”.
Il nuovo testo conferma il ruolo centrale del Comune come socio fondatore. A Palazzo Pubblico resteranno la maggioranza nel consiglio di amministrazione e la nomina del presidente, mentre viene disciplinata in modo più dettagliato la presenza di eventuali soci sostenitori, che potranno contribuire alla vita della Fondazione attraverso apporti economici, servizi o competenze.
Nicoletta Fabio ha sottolineato anche la necessità di ampliare la capacità della Fondazione di attrarre risorse esterne. Lo statuto introduce infatti riferimenti espliciti al fundraising e alla costruzione di partnership pubbliche e private.
“Bisogna dare anche fiato economico alla Fondazione, che oggi vede come unico contribuente il Comune”, ha osservato Fabio.
Un altro elemento qualificante riguarda il rapporto tra patrimonio storico e produzione culturale contemporanea. Tra le finalità inserite nello statuto compare infatti la valorizzazione del Santa Maria della Scala come luogo di relazione tra conservazione del patrimonio e nuovi linguaggi culturali.
“Vogliamo dare internazionalità al Santa Maria e superare una visione troppo localistica, creando una relazione tra passato, presente e futuro. Deve essere un luogo dove si incontrano i linguaggi della creatività contemporanea e il patrimonio storico che siamo chiamati a conservare e valorizzare”, ha spiegato Fabio.
Nel testo vengono inoltre ridefinite le competenze degli organi della Fondazione. Il direttore resta responsabile della gestione operativa, della programmazione culturale e della valorizzazione del patrimonio, mentre il comitato scientifico, meglio definito rispetto al passato, avrà un ruolo consultivo e di supporto alle attività della direzione.
Sul futuro della Fondazione resta infine aperto il dossier relativo al possibile coinvolgimento del Ministero della Cultura. Fabio ha confermato che i contatti proseguono e che una partecipazione ministeriale rappresenterebbe un elemento importante sia sotto il profilo economico sia sotto quello istituzionale per il futuro del Santa Maria della Scala.
In commissione la bozza ha trovato il parere positivo quasi unanime di tutti i membri. Astenuto solo Marco Falorni, commissario che in consiglio comunale è espressione dl gruppo di maggioranza Forza Italia-Udc.
Ma la posizione di Falorni non assume una tonalità politica, come da lui chiarito durante la seduta. “Il mio voto non significa che io passi all’opposizione”.