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A Siena economia in stagnazione, export in calo e boom della cassa integrazione: la foto di Ires e Cgil

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Un’economia che cresce sempre meno, un’industria in difficoltà, esportazioni in forte calo e salari che perdono potere d’acquisto. È il quadro tracciato da Ires Toscana e Cgil Siena nel corso della conferenza stampa dedicata all’andamento economico della provincia senese.

Secondo lo studio presentato dal presidente di Ires Toscana Maurizio Brotini e dal ricercatore Andrea Cagioni, dopo il rimbalzo seguito alla pandemia il territorio senese è entrato in una fase di sostanziale stagnazione. Nel 2025 la crescita del Pil provinciale si ferma infatti allo 0,3 per cento, un dato inferiore sia alla media toscana che a quella nazionale.

“Lo studio conferma le nostre preoccupazioni per un territorio segnato da stagnazione produttiva, arretramento dell’export, crisi industriale e fiammate inflattive oltre la media nazionale che hanno ridotto il potere di acquisto di salari e pensioni di oltre due mensilità”, ha affermato la segretaria generale della Cgil Siena, Alice D’Ercole.

Tra gli indicatori che destano maggiore preoccupazione c’è quello relativo alla cassa integrazione. Nel 2025 le ore autorizzate hanno raggiunto quota 4,7 milioni, con un aumento del 322 per cento rispetto al 2023. Ancora più marcata la crescita della cassa integrazione straordinaria, aumentata del 1861 per cento in due anni. Il 95 per cento delle ore autorizzate riguarda il comparto industriale.

Per Ires Toscana si tratta di un segnale che evidenzia difficoltà strutturali per un numero crescente di aziende e che potrebbe tradursi nella perdita di occupazione qualificata.

Anche l’export mostra segnali di rallentamento. Dopo la crescita registrata nel triennio 2021-2023, le esportazioni sono diminuite fino a scendere da oltre 4,1 miliardi di euro nel 2023 a meno di 2,5 miliardi nel 2025. Un dato particolarmente rilevante per una provincia che storicamente basa una parte importante della propria economia sui mercati esteri.

Lo studio evidenzia inoltre una trasformazione del mercato del lavoro. L’occupazione continua a crescere soprattutto nei servizi, che oggi rappresentano oltre il 71 per cento degli occupati. Tuttavia, secondo i ricercatori, si tratta spesso di attività caratterizzate da bassi salari, precarietà e minore capacità di generare reddito.

“Quando si parla di aumento dell’occupazione non vengono guardate le tipologie contrattuali, che sono sempre più precarie, né la qualità del lavoro, con il lavoro povero che aumenta”, ha sottolineato D’Ercole.

Particolarmente critico anche il tema dei redditi. Nel periodo 2014-2024, secondo l’analisi di Ires, i lavoratori dipendenti della provincia di Siena hanno subito una riduzione del reddito reale pari al 13,9 per cento, a causa di una crescita dei salari inferiore all’inflazione.

Nel documento trova spazio anche una riflessione sul futuro di Monte dei Paschi di Siena. Per Ires e Cgil le operazioni finanziarie che interessano l’istituto rappresentano un elemento di attenzione per il territorio, sia per gli oltre 2.200 lavoratori direttamente coinvolti sia per il ruolo che il sistema del credito svolge a sostegno dell’economia locale e delle piccole imprese.

“In Toscana profitti e salari vanno in direzioni opposte: mentre crescono i primi, i secondi restano fermi o arretrano”, è la valutazione espressa da Ires Toscana, che individua nella deindustrializzazione e nella crescente fragilità del lavoro due delle principali criticità per il futuro del territorio senese.