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Mps, Giorgetti sul risiko: “Il Tesoro resterà neutrale e uscirà dal capitale nelle migliori condizioni”

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Il Ministero dell’Economia non prenderà posizione nel risiko bancario che coinvolge Monte dei Paschi di Siena. È il messaggio lanciato dal ministro Giancarlo Giorgetti durante l’audizione davanti alla Commissione parlamentare d’inchiesta sul sistema bancario, mentre cresce il confronto politico e sindacale sul futuro dell’istituto senese.

“Il Mef assumerà una posizione di neutralità rispetto al processo di consolidamento in corso, senza dover prendere posizione sulle operazioni straordinarie annunciate o su eventuali operazioni alternative”, ha dichiarato Giorgetti.

Il ministro ha inoltre spiegato che per la cessione della quota residua ancora detenuta dal Tesoro sarà scelta “la finestra di mercato più opportuna per massimizzare l’incasso”. Attualmente la partecipazione del Ministero dell’Economia in Mps è pari al 4,863 per cento e vale, ai prezzi correnti di mercato, circa 1,6 miliardi di euro.

Nel corso dell’audizione Giorgetti ha anche difeso il ricorso all’Accelerated Book Building, il meccanismo utilizzato per le precedenti dismissioni delle quote pubbliche, definendolo una delle soluzioni migliori “in termini di trasparenza”.

Intanto il dibattito si allarga alle istituzioni toscane. I gruppi di maggioranza del Consiglio regionale – Partito Democratico, Alleanza Verdi e Sinistra, Casa Riformista e Movimento 5 Stelle – hanno presentato una mozione che punta a costruire una piattaforma condivisa da sottoporre al Governo e ai soggetti coinvolti nelle operazioni societarie.

L’obiettivo dichiarato è la tutela dei livelli occupazionali, delle funzioni direzionali presenti in Toscana e del marchio Monte dei Paschi di Siena.

Nel documento si sottolinea come Mps rappresenti una delle principali realtà economiche della regione, con circa 4.400 dipendenti e un indotto considerato strategico per il territorio. La mozione chiede inoltre uno studio dell’Irpet sugli effetti economici, occupazionali e sociali che potrebbero derivare dal riassetto societario della banca.

Sul tema è intervenuta anche la Cisl Siena. Il segretario generale Riccardo Pucci invita a non considerare il risiko bancario come una semplice operazione finanziaria.

“Il futuro di Monte dei Paschi incide direttamente sulla vita delle persone, sull’accesso ai servizi, sulla competitività delle imprese e sulla tenuta sociale delle comunità locali”, afferma Pucci, che definisce Mps “un patrimonio del Paese” tornato solido dopo anni di sacrifici e riorganizzazioni.

Secondo il segretario della Cisl, la banca deve mantenere il proprio radicamento territoriale. “Siena deve restare capofila della banca. La direzione generale, la rete commerciale, le professionalità e l’integrità del perimetro aziendale non possono essere trattate come pedine da spostare per interessi esterni al territorio”.

Mentre il Governo ribadisce la propria neutralità, il territorio continua dunque a chiedere garanzie sul futuro occupazionale e sul ruolo che Monte dei Paschi continuerà a svolgere per Siena e per la Toscana.