Poter attingere alla rendita o al capitale quando maturano i requisiti per l’erogazione della prestazione del fondo pensione è un tema sempre più attuale.
Tra le ragioni più importanti per cui si cerca di comprendere cosa conviene, o si può fare, c’è quella legata agli anni di decumulo effettivi.
Se si desidera ritirare il 100% del montante maturato, vale la regola che occorre trasformarne il 70% in rendita, e verificare che l’importo non sia inferiore alla metà dell’assegno sociale. Nell’anno in corso la soglia per cui scatta l’obbligo di ritirare il 50% in rendita è pari a 3.550,56 € annuali.
Ecco perché può capitare più spesso di quanto si era previsto di non poter contare sull’intero capitale accumulato. Naturalmente vanno verificate, caso per caso, le opzioni in base ai versamenti effettuati e ai coefficienti di trasformazione in vigore.
C’è, però, grazie all’ultima riforma, una novità importante legata alla rendita. Oltre alle formule tradizionali, si potrà optare per: 1. la rendita a durata definita; 2. i prelievi; 3. l’erogazione frazionata del montante accumulato.
Rendita a durata definita in vigore dal 1° luglio 2026
Viene erogata per un numero di anni calcolato sulla base dell’aspettativa di vita al momento della richiesta e cessa al termine del periodo stabilito, indipendentemente dall’eventuale sopravvivenza del beneficiario. Il montante rimane investito e potrà continuare a crescere in base ai risultati della gestione finanziaria. L’importo della rata viene ricalcolato a ogni scadenza (annuale o semestrale) dividendo il montante disponibile, alla data di liquidazione, per il numero di rate ancora da erogare.
Tale opzione lascia accesi tre rischi da considerare. In primo luogo, il rischio di vivere di più rispetto alla durata della rendita, rimanendo scoperti. Il secondo è legato alla variabilità dei rendimenti: il capitale che rimane investito potrebbe aumentare ma anche diminuire. Il terzo riguarda la concentrazione delle prestazioni all’inizio dell’erogazione rispetto al durante o alla fine.
Prelievi determinabili liberamente in vigore dal 1° luglio 2026
Si può decidere quando e quanto prelevare, entro i limiti di una rendita teorica, lasciando il montante investito nel fondo pensione. Quindi non si può avere tutto subito, ma c’è maggiore flessibilità rispetto alle rendite tradizionali. Se, ad esempio, la rendita teorica annuale è di 5.000 euro, questo è l’importo massimo che si potrà ritirare. Il limite massimo viene ricalcolato dopo ogni prelievo. La Covip ha chiarito che i fondi pensione possono autonomamente stabilire un importo minimo di prelievo. Anche in questo caso i rischi da considerare sono: il rischio longevità, il rischio legato all’investimento e il rischio di concentrazione.
Erogazione frazionata del capitale in vigore dal 1° ottobre 2026
Consente di ricevere il montante accumulato in rate periodiche nell’arco di un periodo di tempo che non è collegato all’aspettativa di vita. Cinque anni è il limite minimo fissato dalla legge. Poiché il montante rimane investito per tutta la durata dell’erogazione, l’importo delle rate non è fisso, ma viene ricalcolato dividendo il montante residuo per il numero di rate ancora da erogare.
La logica è simile alla R.I.T.A., la differenza è che quest’ultima viene erogata prima del pensionamento di vecchiaia. I rischi già evidenziati permangono anche se si sceglie questa modalità. La periodicità dell’erogazione è stabilita dal fondo pensione.
Le differenti tassazioni
Tutte le erogazioni, a differenza di quella frazionata del montante, prevedono un’aliquota che varia da un massimo del 15% a un minimo del 9%, in funzione dell’anzianità di partecipazione al fondo.
Nell’erogazione frazionata del montante, invece, l’aliquota di tassazione varia da un massimo del 20% a un minimo del 15, se si raggiungono 35 anni di partecipazione.
Conclusione
In ognuna delle modalità di erogazione evidenziate rimane, in caso di decesso, l’opzione del riscatto del montante residuo da parte dei beneficiari.
È previsto un periodo di adeguamento fino al 31 dicembre 2026 per consentire ai fondi pensione di aggiornare sistemi e procedure operative, anche se le diverse richieste possono essere già presentate.
Decidere come muoversi richiede un momento di consulenza dedicata.
Maria Luisa Visione