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Mps al centro del risiko bancario, presa d’atto del MEF. Messina: “Lovaglio non è il futuro”

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Il Tesoro prende atto delle iniziative che si stanno sviluppando attorno a Monte dei Paschi e riconosce il percorso compiuto dalla banca senese negli ultimi anni.

È il primo commento ufficiale arrivato dal Tesoro dopo la proposta di aggregazione avanzata da Banco Bpm e l’Opas da oltre 30 miliardi di euro lanciata da Intesa Sanpaolo con il coinvolgimento di Unipol.

In una nota, il Ministero dell’Economia e delle Finanze ha spiegato di essere stato informato delle operazioni in corso e ha sottolineato come queste “riconoscano la valorizzazione della banca risollevata da una posizione pre fallimentare”.

Parole che arrivano mentre Monte dei Paschi si trova nuovamente al centro del risiko bancario nazionale. Da una parte la proposta di aggregazione formulata da Banco Bpm, dall’altra il progetto presentato da Intesa Sanpaolo che punta all’acquisizione dell’istituto senese e, attraverso esso, di Mediobanca.

Proprio sul fronte Intesa è intervenuto l’amministratore delegato Carlo Messina, che ha confermato interlocuzioni con le istituzioni prima del lancio dell’operazione. “È chiaro che interlocuzioni su queste tematiche ci sono state con diverse parti istituzionali, ma non con il presidente del Consiglio”, ha precisato durante la conferenza stampa.

Messina ha poi dedicato un passaggio all’amministratore delegato di Monte dei Paschi, Luigi Lovaglio. “Ha fatto un ottimo lavoro”, ha affermato, aggiungendo però che “non può essere considerato il futuro per i prossimi cinque anni dell’istituto” e sottolineando come a suo giudizio esista “una governance complessa”.

Sul tema è intervenuto anche il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani, che ha letto la sfida tra i grandi gruppi bancari come il segnale di un settore ormai uscito dalla lunga fase di difficoltà. “La vivacità del settore è un fatto positivo perché vuol dire che ha superato la crisi”, ha dichiarato. Tajani ha inoltre ribadito la propria posizione a favore del libero mercato: “Non tocca allo Stato fare il tifo per una banca o per l’altra”, spiegando che il ruolo delle istituzioni è quello di vigilare attraverso gli organismi competenti.

Da Milano è arrivata anche la posizione del presidente di Unipol Carlo Cimbri, protagonista dell’operazione che vede il gruppo assicurativo destinato ad acquisire una banca composta da 635 filiali Monte dei Paschi nell’ambito del progetto elaborato con Intesa Sanpaolo.

Cimbri ha respinto l’idea che l’iniziativa sia stata costruita in risposta alla proposta avanzata da Banco Bpm. “Questa operazione ha radici più antiche e tempistiche definite che nulla hanno a che vedere con altri soggetti”, ha dichiarato. E, con una battuta destinata a far discutere, ha definito la proposta arrivata da Banco Bpm una sorta di “lettera d’amore di domenica”, sostenendo che il progetto messo a punto con Intesa fosse già stato pianificato da tempo.