Mps, Bisoni difende Lovaglio: “Siamo fiduciosi nel piano”. E sul cda: “Non si è spaccato”
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Il Monte dei Paschi non arretra davanti al rilancio di Intesa Sanpaolo. E il presidente Cesare Bisoni conferma la fiducia nel piano dell’amministratore delegato Luigi Lovaglio, respingendo anche l’ipotesi di una frattura all’interno del consiglio di amministrazione. “Siamo fiduciosi”, ha dichiarato oggi a margine della presentazione di un libro al Senato, tornando sulla riunione straordinaria di ieri, durante la quale la banca senese ha esaminato la nuova offerta di Intesa.
Il presidente ha voluto chiarire anche gli equilibri all’interno del consiglio. Il cda “non si è spaccato, si è espresso a maggioranza”, ha spiegato Bisoni, confermando il proprio sostegno al progetto industriale di Lovaglio.
Parole che arrivano in un momento decisivo per il futuro di Rocca Salimbeni. Intesa Sanpaolo ha infatti aumentato la propria offerta per acquisire il Monte, aggiungendo 25 centesimi in contanti per ogni azione Mps. La parte in denaro sale così da un euro a 1,25 euro, ai quali si aggiungono 1,6 azioni Intesa.
Ma per il consiglio di amministrazione della banca senese il rilancio economico non è ancora abbastanza convincente. Il vantaggio riconosciuto agli azionisti, calcolato sui prezzi di riferimento dell’offerta, passa dal 12,5% al 15,3%. Una percentuale che Mps considera inferiore a quella registrata mediamente in altre operazioni bancarie simili, pari a circa il 30%.
La distanza tra le due banche riguarda però anche il futuro industriale del Monte.
Il progetto di Intesa prevede infatti una divisione delle attività di Mps. Circa 625 filiali entrerebbero nel gruppo milanese insieme a Mediobanca, mentre altre 635 filiali, con il marchio Montepaschi e parte delle strutture centrali, passerebbero a Unipol, in vista di una possibile successiva integrazione con Bper.
Il piano sostenuto da Lovaglio punta invece a costruire un gruppo bancario più grande attraverso l’integrazione con Mediobanca e le operazioni su Banco Bpm e Banca Generali.
Resta aperta anche la questione del futuro di Siena. Il consiglio di amministrazione del Monte ha riconosciuto l’attenzione dedicata da Intesa al territorio, ma ha evidenziato la mancanza di impegni precisi su investimenti, occupazione e funzioni decisionali da mantenere in città.
La prossima tappa sarà l’assemblea degli azionisti del 29 ottobre, chiamata a pronunciarsi su alcune delle operazioni previste dal piano Mps. Un appuntamento particolarmente delicato, perché Intesa ha chiarito che l’approvazione di determinate proposte renderebbe inefficace la sua offerta.
Alla domanda sulle possibili strade ancora aperte per il futuro della banca, Bisoni non si è sbilanciato: “Le strade sono quelle che ci sono e vedremo”.
Il presidente guarda dunque all’assemblea del 29 ottobre senza abbandonare il progetto di Lovaglio. Intanto, il confronto con Intesa resta aperto e il futuro del Monte dei Paschi continua a essere al centro del risiko bancario italiano.