Mps, i consumatori alzano la voce: “Trasparenza e tutela dei risparmiatori sulle operazioni di Rocca Salimbeni”

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Quattordici associazioni dei consumatori chiedono trasparenza e garanzie sulle operazioni che stanno ridisegnando il futuro di Mps. In una lettera aperta inviata al Governo, al Parlamento e alle principali autorità di vigilanza, le sigle chiedono che le operazioni in corso attorno alla banca senese siano valutate tutelando risparmiatori, piccoli azionisti, correntisti, famiglie e imprese.

La lettera è stata sottoscritta da Acu, Assoutenti, Adusbef, AssoUrt, Casa del Consumatore, Codici, Codacons, Confconsumatori, Ctcu, Federazione Nazionale Acp-Aiace-Sdc, Lega Consumatori, Movimento Difesa del Cittadino, Movimento Consumatori e Udicon. Destinatari sono il presidente del Consiglio, il ministro dell’Economia, i presidenti delle commissioni competenti di Camera e Senato, Consob, Agcm, Ivass e il governatore della Banca d’Italia.

Al centro dell’intervento ci sono le operazioni straordinarie che interessano Mps, tra cui l’offerta pubblica di acquisto e scambio promossa da Intesa Sanpaolo e le offerte pubbliche di scambio deliberate dal Monte su Banco Bpm e Banca Generali.

Le associazioni precisano di non voler esprimere preferenze sui diversi progetti industriali. La richiesta riguarda invece la tutela del risparmio e la trasparenza del processo. Viene ricordato anche l’intervento pubblico che ha accompagnato il risanamento della banca: nel 2017 la Commissione europea autorizzò una ricapitalizzazione precauzionale da 5,4 miliardi di euro, seguita nel 2022 da un ulteriore rafforzamento patrimoniale da 2,5 miliardi.

Per le associazioni, proprio l’impiego di risorse pubbliche rende le vicende attuali di Mps una questione che supera gli interessi societari e territoriali e coinvolge l’interesse generale del Paese.

La richiesta è che le operazioni vengano esaminate anche per le loro conseguenze concrete: occupazione, accesso al credito per famiglie e piccole e medie imprese, investimenti tecnologici, solidità patrimoniale e concorrenza nel sistema bancario.

Particolare attenzione viene chiesta anche per la presenza degli sportelli nei territori più esposti al rischio di desertificazione bancaria. Secondo le associazioni, in ogni fase devono essere garantite un’informazione completa e tempestiva, la parità di trattamento degli azionisti e il rispetto delle norme sulle offerte pubbliche.

“Chiediamo, infine”, scrivono le associazioni, “che ogni valutazione e ogni eventuale intervento siano improntati a criteri di proporzionalità, trasparenza e tutela dell’interesse generale”, assicurando anche un’adeguata informazione in sede parlamentare.