Mps-Intesa, Tortora: “La nostra adesione all’Opas è immaginabile”

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La famiglia Tortora valuta l’adesione all’offerta pubblica di acquisto e scambio lanciata da Intesa Sanpaolo sul Monte dei Paschi di Siena. A confermarlo è Pierluigi Tortora, patron di Plt Holding e tra gli azionisti che hanno sostenuto Luigi Lovaglio e il suo progetto di espansione del Monte, respinto dall’assemblea del 29 ottobre.

In caso di adesione, la famiglia arriverebbe a detenere lo 0,308% del capitale di Intesa Sanpaolo.

“Siamo al momento alla finestra e, se c’è bisogno di aderire, aderiremo come investitori di medio-lungo periodo. Non siamo speculatori, per me è un messaggio importante”, ha dichiarato Tortora a margine del convegno Connexum, promosso dal centro studi Alma Iura.

L’imprenditore ha spiegato di voler attendere il documento informativo dell’offerta e le valutazioni dell’Antitrust prima di assumere una decisione definitiva. “Studieremo le carte. Siamo investitori pazienti e guardiamo ai dividendi distribuiti”, ha aggiunto, precisando che la cedola prevista da Intesa soddisfa le aspettative della famiglia.

In un successivo colloquio con Radiocor, Tortora ha ribadito che l’investimento effettuato prima in Mediobanca e poi in Mps risponde a una strategia finanziaria di lungo periodo, che potrebbe proseguire anche attraverso una partecipazione in Intesa Sanpaolo.

L’ipotesi di mantenere le azioni Mps senza aderire all’offerta, ha ammesso, “appare remota”, pur precisando di volerla esaminare fino in fondo.

“Avere uno 0,3% di Banca Intesa non è sicuramente da disdegnare, ma non siamo speculatori”, ha concluso.

Le dichiarazioni assumono particolare rilievo alla luce del ruolo svolto da Tortora tra i sostenitori azionari di Lovaglio, anche in occasione delle operazioni su Banco BPM e Banca Generali poi bocciate dall’assemblea del Monte. La possibile adesione all’offerta di Intesa segnerebbe dunque un cambio di prospettiva nell’investimento della famiglia, senza che sia stata ancora formalizzata una decisione.