Enter your email address below and subscribe to our newsletter

Mps, monito di Di Blasio in assemblea: “Rischiate di tornare indietro di venti anni”. Occhi puntati su Delfin

Condividi su

“Voi siete davanti a un bivio: rischiate di portare indietro gli orologi del Monte dei Paschi di vent’anni”. È l’avvertimento lanciato da Pino Di Blasio, giornalista, firma de La Stampa, ed ex caposervizio de La Nazione di Siena, intervenuto come azionista all’assemblea dei soci Mps, nel pieno dello scontro sulla governance.

Un intervento, quello di Di Blasio, costruito sulla difesa dell’operato dell’ex amministratore delegato Luigi Lovaglio. “Uno dei pochi a credere che l’aumento di capitale sarebbe andato a buon fine è stato Lovaglio. E alla fine è andata come sappiamo: ritorno agli utili, miliardi di utili, dividendi, crescita reputazionale”.

Di Blasio, rivolgendosi al presidente Nicola Maione, ha richiamato anche i momenti più difficili della banca, “quando Unicredit rifiutò di comprarsi il Monte dei Paschi”, ricordando come allora l’istituto fosse in forte difficoltà. “A quell’epoca la banca capitalizzava 400 milioni di euro. Oggi guardate quanta strada è stata fatta”.

Nel mirino anche il rischio di cambio di rotta: “Rischiate di tornare a quando l’appartenenza faceva premio sulla competenza”. E poi l’affondo, con una metafora: “Il Monte dei Paschi rischia di diventare una sorta di Pequod”, la nave di Moby Dick, “guidata da un capitano ossessionato”, disposto a mettere a rischio tutto pur di inseguire il proprio obiettivo.

Il clima teso trova conferma anche negli altri interventi in assemblea. L’imprenditore e socio Valerio Pasini ha sintetizzato il nodo con una domanda accolta da un fragoroso applauso: “Chi sostituirebbe un amministratore delegato che ha portato il migliore bilancio degli ultimi 25 anni?”.

Di Blasio ha quindi chiuso con un ulteriore monito, richiamando la favola dello scorpione e della rana: “Sta a voi definire chi è lo scorpione e chi è la rana. Ma se non siete lo scorpione, rischiate di essere voi le prossime rane”.

Ancora più diretto Giuseppe Bivona, del fondo Bluebell, mentre si rivolge al presidente Nicola Maione: “Lovaglio licenziato come una cameriera e io non lo avrei mai fatto. Ma lei presidente dov’era? Come ha fatto a non accorgersi di niente?”.

Lo scontro si inserisce in un quadro già incerto, con equilibri fragili tra i soci e il peso determinante dei grandi azionisti. In particolare, resta centrale il ruolo di Delfin, la holding della famiglia Del Vecchio, che potrebbe risultare decisiva negli equilibri assembleari e aprire anche a scenari di ribaltamento, come riportato da La Repubblica e Il Giornale d’Italia. Durante l’assemblea è stato specificato che le astensioni equivalgono a voti contrari.

Katiuscia Vaselli

Marco Crimi