Si torna a parlare dei fondi pensione, oggetto di diversi interventi nella Legge di Bilancio. Questa volta, però, non per evidenziare l’orientamento a incentivarne la diffusione, emerso proprio dalle novità introdotte a livello normativo. Piuttosto, in relazione al nuovo criterio di calcolo del contributo annuale di vigilanza dovuto alla Covip.
La novità, inizialmente, era passata in sordina, sembrando solo un aspetto tecnico. Grazie al lavoro della redazione di Milano Finanza, invece, è saltata fuori. E non è per niente da sottovalutare.
Cosa è cambiato, dunque?
L’aliquota del contributo di vigilanza dovuto nel 2026 è alquanto contenuta: solo lo 0,06 per mille. Il prelievo si calcola sulle risorse destinate alle prestazioni al 31 dicembre 2025, e deve essere versato entro il 30 giugno 2026 tramite la piattaforma PagoPA. Con la modifica legislativa, il prelievo viene applicato, tuttavia, al patrimonio complessivo destinato alle prestazioni, a differenza di prima, che era parametrato ai flussi di contributi raccolti nell’anno.
Qual è allora la differenza che viene incassata e su chi ha maggiormente impatto?
Il prelievo non ha più una logica di flussi, ma ha una logica di stock, di patrimonio perché impatta sulle masse già accantonate, destinate alla previdenza complementare integrativa. Tanto che la notizia ha suscitato diversi interrogativi sui risparmiatori. Tale aspetto è di particolare rilievo, dal momento che impatta sulla fiducia perché i fondi pensione hanno sempre restituito stabilità normativa, essendo decisioni di lungo periodo che comportano esiti sul futuro pensionistico di chi decide di aderire.
Inoltre, è evidente che la ripercussione colpisce soprattutto le masse accantonate più elevate.
Ma, procediamo al calcolo per capire le differenze in termini totali.
Nel 2025 l’aliquota era pari allo 0,5 per mille e veniva calcolata sui flussi annui. Nel corso del 2024 le forme pensionistiche complementari hanno raccolto 20,5 miliardi di euro, quindi, il prelievo sarebbe stato di € 10.000.250 (Fonte dati: Relazione annuale Covip, giugno 2025). Nel 2026 l’aliquota scende, ed è apparentemente una buona notizia allo 0,06 per mille, ma viene calcolata sulla massa del patrimonio gestito dai fondi pensione. Prendendo l’ultimo dato di patrimonio disponibile del 2024 pari a 243,4 miliardi di euro di risorse destinate alle prestazioni, il prelievo arriva a € 14.580.024.
Quanti sono gli iscritti ai fondi pensione e qual è il patrimonio medio accumulato?
In base ai dati dell’ultima Relazione Covip, gli iscritti alla previdenza complementare alla fine del 2024 sono complessivamente 9,953 milioni, con un tasso di crescita annuale stabile del 4%. La necessità di una maggiore diffusione, considerando il reale bisogno di integrazione che avremo in età pensionabile, è palese. Su 236,2 miliardi di euro di risorse complessivamente destinate alle prestazioni (escludendo dall’analisi i PIP “vecchi”, di cui non sono disponibili i dati sulle posizioni individuali), il capitale medio pro capite si attesta a 24.330 euro.
Possiamo concludere che l’impatto del prelievo per il singolo aderente medio non è di certo significativo. L’impatto per coloro che hanno maggiore patrimonio, assume, invece, maggiore rilievo. I calcoli non ci portano a dire che i fondi pensione non risultino una scelta necessaria e fondamentale, nel contesto socioeconomico demografico per costruire il futuro pensionistico. Valutare sempre i costi individuali dello strumento previdenziale scelto rispetto ai benefici, rimane un aspetto di consulenza strategico per il raggiungimento dei propri obiettivi.
In termini assoluti, la differenza di prelievo è, però, di euro 4.579.774 e si genererà negli anni successivi con l’incremento delle masse. Nasce per questo un interrogativo su quanto sia importante che ci sia stabilità nelle regole. Quando cambiano, occorre comunicarle in maniera che il risparmiatore comprenda e non pensi di essere penalizzato. Perché, altrimenti, la previdenza complementare, assolutamente necessaria, che è già limitata rispetto al bisogno reale, non viene percepita nella sua trasparenza e nei vantaggi che di fatto può apportare alle persone.
Maria Luisa Visione